Prenditi cura del tuo futuro: salvaguarda la tua fertilità

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Bisceglie - martedì 31 ottobre 2017
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In Italia oltre il 15% delle coppie che cerca di avere un figlio ha problemi di infertilità.

Negli ultimi anni si è riscontrato un aumento delle patologie acute e croniche della sfera riproduttiva. Tra queste, le malattie infettive sessualmente trasmissibili sono tra le maggiori cause di infertilità maschile e femminile. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno ci sono circa 340 milioni di nuove infezioni nel mondo e una delle categorie più a rischio è quella dei giovani di età inferiore a 25 anni.

Tra le donne si registra un aumento delle malattie infiammatorie pelviche, dei fibromi uterini, di endometriosi e alterazioni sia ormonali che ovulatorie.

Tra gli uomini, invece, aumentano le patologie che riducono il testosterone e modificano la struttura e la funzione del testicolo, come varicocele, criptorchidismo, malformazioni genitali, infiammazioni testicolari ed epididimarie, malattie prostatiche.

Tale situazione è conseguenza di comportamenti scorretti acquisiti sin dalla giovane età, dovuti ad una scarsa informazione e alla mancanza di prevenzione.

La salute riproduttiva viene spesso trascurata fino a quando i problemi diventano evidenti, con un ritardo che complica o addirittura vanifica l’azione medica.

Ecco alcuni comportamenti da mettere in atto per preservare la fertilità.

Prevenire le infezioni a trasmissione sessuale. Le infezioni a trasmissione sessuale possono provocare gravi danni a carico dell’apparato riproduttivo. Per prevenirle è utile seguire alcuni consigli:

- proteggersi dai rapporti sessuali (vaginali e anali) usando il preservativo;

- prima di scegliere di interrompere l’utilizzo del preservativo con il proprio partner rivolgersi ai laboratori analisi per eseguire i test per Clamidia, Sifilide, Gonorrea, Epatiti e HIV;
- per le donne è opportuno non trascurare mai sintomi quali dolore pelvico cronico, infiammazioni o secrezioni maleodoranti e consultare uno specialista; inoltre, è consigliabile uno screening periodico tramite Pap-test;

- informarsi sul vaccino dell’HPV (Papilloma virus), utile a proteggere sia le donne che gli uomini dall’insorgenza di condilomi e carcinomi;

- se la coppia desidera una gravidanza o è già in attesa di un figlio può chiedere al medico di eseguire gli screening necessari a proteggere il feto;

- evitare di avere rapporti sessuali sotto l’effetto di bevande alcoliche o sostanze che possano ridurre il livello di attenzione e di coscienza del rischio;

- in caso di avvenuti comportamenti a rischio, anche in assenza di sintomi eseguire gli accertamenti necessari per diagnosticare le malattie a trasmissione sessuale.

Controllare il peso corporeo. L’obesità, favorita dal lavoro sedentario, dalla scarsa attitudine all’esercizio fisico e da una alimentazione scorretta influisce negativamente sullo sviluppo sessuale. Già nel bambino, l’accumulo di grasso corporeo tende ad aumentare il livello di estradiolo (ormone femminile) che induce un precoce sviluppo sessuale.

Nella donna l’obesità si associa ad alterazioni del ciclo mestruale, con aumento del rischio di aborti e complicanze ginecologiche.

Nell’uomo invece l’eccesso di peso comporta una riduzione dei livelli di testosterone, con conseguenti alterazioni del liquido seminale.

Anche una drastica perdita di peso corporeo può determinare nelle donne un’assenza dei cicli mestruali e dell’ovulazione.

Evitare il fumo. Le donne fumatrici hanno un maggior rischio di infertilità, di aborto e di gravidanze extrauterine, e possono andare incontro a menopausa precoce con un aumento dell’incidenza di osteoporosi.

Negli uomini la nicotina compromette la produzione degli spermatozoi danneggiando la loro motilità, la concentrazione e la vitalità. Le sigarette inoltre, possono provocare l’insorgenza di disfunzioni sessuali anche in soggetti under 40.

Limitare il consumo di alcol. L’abuso di alcol influenza negativamente la fertilità, alterando la normale produzione di ormoni sessuali. Nella donna l’alcol modifica il processo ovulatorio e può provocare ritardi nello sviluppo e nell’impianto dell’embrione.

Nell’uomo può comportare impotenza, riduzione dei livelli di testosterone e del numero degli spermatozoi con un aumento delle alterazioni morfologiche degli stessi.

Evitare il doping. Nei maschi un nemico della fertilità è rappresentato dal doping che può causare alterazioni del desiderio sessuale, della funzione erettile e della capacità riproduttiva.

Nelle donne può causare alterazioni del grado di femminilizzazione (ipotrofia mammaria, irsutismo, modificazioni della voce, alopecia, ipertrofia del clitoride) ed infertilità.

Praticare regolarmente attività sportiva. Praticare costantemente un’attività sportiva ha effetti benefici sulla circolazione sanguigna e contrasta l’accumulo di placche lipidiche, assicurando il mantenimento di uno stato di buona salute generale e riproduttiva. Nelle donne è stato osservato che praticare un’attività sportiva non intensa come passeggiare e andare in bicicletta può aumentare le possibilità di ottenere una gravidanza.

Nell’uomo, inoltre, favorisce la motilità degli spermatozoi, requisito fondamentale per il concepimento.

Limitare l’esposizione agli inquinanti. È stato recentemente osservato che sostanze chimiche presenti nell’ambiente possono alterare l’equilibrio ormonale degli esseri viventi, compreso l’uomo. Si tratta di:

  • sostanze che persistono a lungo nell’ambiente e si concentrano negli organismi viventi e quindi negli alimenti da essi derivati. Sono molecole provenienti da processi di combustione come le diossine o i perfluorati (PFOS, PFOA, PBDE) presenti in prodotti di uso quotidiano quali tappeti, detersivi, padelle antiaderenti e carta forno;
  • alcuni pesticidi riscontrabili in prodotti alimentari;
  • sostanze non persistenti ma con cui siamo spesso a contatto come gli ftalati (DEHP) e il bisfenolo A, presenti in materiali da imballaggio, giocattoli e dispositivi medici quali sacche e tubi per trasfusione.

L’esposizione e l’accumulo di tali sostanze può interferire con le normali funzioni ormonali provocando infertilità, danni durante la vita fetale e neonatale e può causare un aumento di tumori alla mammella e di alcune patologie andrologiche, quali il tumore del testicolo e il criptorchidismo.

Sebbene la comunità internazionale e l’Unione Europea si stiano attivando per regolamentare e limitare l’impiego di tali sostanze chimiche, ognuno di noi può adottare nella vita quotidiana comportamenti responsabili e maturi per proteggere la propria salute, quella dei propri figli e dell’ambiente in cui viviamo.

Informazioni mediche a cura dell'autore.

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