Il caso

​Appalto rifiuti, Napoletano: «Forse è il momento che la Magistratura apra un'inchiesta»

L'intervento del consigliere comunale del gruppo Il Faro-PCI

Politica
Bisceglie giovedì 21 febbraio 2019
di La Redazione
Franco Napoletano
Franco Napoletano © BisceglieLive.it

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota a firma di Franco Napoletano, consigliere comunale del gruppo Il Faro-PCI e due volte Sindaco di Bisceglie, sulla vicenda dell'appalto del servizio di igiene pubblica, alla vigilia della seduta monotematica della massima assise cittadina.

Ecco il testo integrale della sua riflessione.

«Molti mesi fa, in considerazione della preoccupante situazione dell’igiene cittadina a Bisceglie, come gruppo consiliare de “Il Faro-PCI” avevamo chiesto al Sindaco, nell’aula consiliare, di far convocare una seduta monotematica del Consiglio Comunale sull’argomento.

Ciò, non solo per l’incapacità del governo cittadino di dare segnali concreti ed efficaci verso una Città più pulita, ma anche per la mancata contestazione alla ditta Ambiente 2.0 dei propri inadempimenti nella gestione dl servizio.

Se è vero che non è stato formalmente sottoscritto un contratto con il Comune, è anche vero che l’attuale gestore è subentrato nella stessa situazione di fatto e di diritto del gestore precedente.

Facciamo degli esempi.

Dovevano essere utilizzati mezzi nuovi di fabbrica: non ci sono.

Dovevano essere assicurate almeno 2 isole ecologiche mobili: le hanno rimosse.

Dovevano essere richiesti numerosi interventi annuali gratuiti di derattizzazione(24), disinfestazione (10), disinfezione(6), antilarvale e antiblatte(12): il Comune non li ha richiesti.

Doveva essere organizzata la sistematica rimozione delle deiezioni canine: niente da fare.

Doveva essere assicurata una efficace pulizia della Città, sia al centro che in periferia (vedi, per esempio, la situazione nella zona 167, nei quartieri popolari e nel centro storico).

In compenso, sono stati garantiti all’Ambiente 2.0 un bel mucchio di soldini (circa un milione di euro complessivi in più, rispetto al costo ordinario del servizio), senza battere ciglio e senza contrattare efficacemente, che rischiano di fare aumentare la già esosa TARI.

Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, nel colmo della loro presunzione, rifiutarono il Consiglio Comunale monotematico sull’igiene cittadina e si rifugiarono in un “tavolo tecnico”, a cui il mio gruppo consiliare non partecipò.

In Italia, quando non si vuole risolvere un problema, si promuovono tavoli tecnici.

Com’è noto, noi privilegiamo le sedi istituzionali ed il rapporto con i cittadini; non amiamo perdere tempo.

Infatti, quel “tavolo tecnico” non approdò a nulla.

Tanto è vero che la situazione dell’igiene della Città è peggiorata.

Ecco che (finalmente!) il Sindaco si è deciso, in questi giorni, a far convocare il già ripetutamente richiesto Consiglio Comunale monotematico, per il 19/2 u.s.

Sarebbe stata (meglio tardi che mai!) la giusta sede per un confronto politico-amministrativo, finalizzato a mettere a punto delle proposte condivise (per il bene della Città) per avviare a soluzione il problema.

E’ evidente che, di fronte ad un problema così delicato, il Sindaco ha capito di non essere in grado di risolverlo da solo (o insieme ai suoi danti causa) e si è rivolto, implicitamente, all’opposizione (nel cui ambito ci sono le competenze e le esperienze giuste) per ottenere suggerimenti.

Invece…il Sindaco, sia vero o meno(?) si è dato “ammalato” ed il Consiglio monotematico è stato rinviato al 22/2 p.v.

In questi giorni, però, sono filtrate delle indiscrezioni, che rappresenterebbero un rimedio peggiore del male.

Sembrerebbe che il dirigente responsabile del settore (ancora senza il supporto di un’ordinanza sindacale) abbia proceduto, in vista della scadenza del 28/2 p.v. del servizio dell’attuale gestore, ad avviare, in sostanza, una trattativa privata, per individuare (sembrerebbe!) un nuovo gestore.

Non si sa con quale capitolato, con quale durata e con quali costi.

Infatti, non è dato conoscere non solo un’ordinanza sindacale, ma neanche una delibera di Giunta o una determina dirigenziale.

Addirittura, sembra che ci sia stata una riunione di maggioranza, in sede politica e non istituzionale, con la presenza di almeno un dirigente comunale ed a gara ipoteticamente aperta.

Un fatto, se confermato, di per sé grave e riprovevole.

A parere dello scrivente, se questi fatti dovessero rispondere al vero, dopo le innumerevoli ed ingiustificate proroghe del servizio all’attuale gestore, dovremmo chiedere alla Magistratura se non ritenga di aprire un’indagine su tutta questa vicenda complessa.

Il tema dei rifiuti è, notoriamente, un terreno molto scivoloso e bisogna stare attenti.

Vedremo in Consiglio Comunale che tipo di risposte verranno date e che tipo di proposte si faranno.

Certo che, se nelle more di un Consiglio Comunale monotematico convocato, l’Amministrazione Comunale (che non può certamente scaricare il tutto sul dirigente) avesse proceduto ad una trattativa privata, su quali basi sarebbe possibile intessere un confronto?

Intanto, è la Città che ne paga le conseguenze.

Sia in relazione alla qualità della vita dei residenti, sia nella prospettiva di uno sviluppo turistico sempre declamato, ma mai realizzato.

Che turismo si potrà mai fare con una Città sporca?

I cittadini, che avevano votato fiduciosi per una “svolta”, sono, adesso, profondamente delusi e sconcertati, da un Sindaco che non sembra essere minimamente in grado di affrontare, con la necessaria decisione e competenza, i numerosi problemi cittadini».


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