L'intervento

«La consulta comunale alla Cultura biscegliese umiliata e degradata »

Il caso sollevato dal Consigliere comunale di opposizione Francesco Spina

Politica
Bisceglie giovedì 07 ottobre 2021
di La Redazione
Il Palazzo di Città di Bisceglie
Il Palazzo di Città di Bisceglie © BisceglieLive.it

«La consulta comunale alla Cultura biscegliese umiliata e degradata al ruolo di lottizzazzione  e compensazione politica».

E' quanto scrive il Consigliere comunale di opposizione Francesco Spina.

«Durante gli anni della mia amministrazione - spiega -,  le consulte biscegliesi, istituite per la prima volta e costitute con regolamenti che ne incentivavano l’apertura alla partecipazione cittadina, erano sempre guidate da persone estranee all’agone politico. In tal modo si voleva promuovere la dignità delle consulte e promuovere il confronto vero, non filtrato dalla politica, tra amministrazione e comunità.

Tante volte ci sono stati confronti-scontri con le consulte su temi amministrativi, ma sempre costruttivi e improntati alla crescita della città. Ora le consulte vengono umiliate con la prima riunione (a prendere proprio in giro i lodevoli componenti) effettuata, udite udite, a fine consiliatura, con le consulte stesse che scadono con la cessazione del mandato del sindaco (la consulta alla cultura, in pratica, ha fatto la sua prima e forse ultima riunione).

L’umiliazione più grande, tuttavia, è stata la scelta del presidente della consulta alla Cultura. Nulla da dire sulla persona, ma la presidente e ‘ proprio l’ex assessore alla Cultura che, dopo essere stata defenestrata dal ruolo di assessore, è stata accontentata con il ‘contentino’ di presidente e volgarmente “ri-pagata” per i suoi 66 voti conseguiti in Bisceglie Svolta alle elezioni.

L’uso della consulta alla Cultura, senza aprirla alla società civile, come mero mezzo di compensazione politica, è la prova provata di come Angarano consideri la cultura biscegliese, subordinata alla politica e secondaria agli affari e interessi economici. Insomma, dopo la chiusura del teatro Garibaldi e delle tante strutture culturali della città voluta da Angarano & Co., un’altra volgare pugnalata alla identità culturale della nostra città»

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