Il caso

«Caro Premier, ti ricorderesti di noi solo se nelle nostre discoteche accogliessimo i migranti»

Lo sfogo-appello di Roberto Maggialetti, patron del Df, la grande discoteca che aveva fatto risorgere l'ex Divine Follie di Bisceglie

Cronaca
Bisceglie giovedì 22 ottobre 2020
di La Redazione
Il Df di Bisceglie
Il Df di Bisceglie © n.c.

Lettera aperta di Roberto Maggialetti, patron del Df, la grande discoteca che aveva fatto risorgere l'ex Divine Follie di Bisceglie, indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Un appello-sfogo per il destino di una azienda che rischia il tracollo per effetto delle norme anti-covid e del mancato arrivo degli aiuti promessi.

« “Caro” Presidente Conte, oramai sono passati più di due mesi da quel 16 agosto quando con un dpcm annunciaste l’immediata chiusura delle discoteche in Italia, (come se il covid albergasse esclusivamente nelle nostre attività), dopo solo poco più di un mese da quando avevamo potuto riaprire dal lockdown di marzo.

Contestualmente annunciaste anche che avreste messo in campo degli aiuti affinché le aziende occupate in quel settore potessero continuare a sopravvivere. Beh, come tante belle parole che avete speso in questi mesi, non si è visto un centesimo, perché in Italia prima si chiudono le aziende poi si pensa alla fine che potrebbero fare. La cosa più brutta è quella che per voi siamo considerati “I SACRIFICABILI” come se le nostre aziende non fossero formate da tante persone, non avessimo dei dipendenti da pagare, dei fornitori, tasse, investimenti ecc.

Sfortunatamente noi non abbiamo la fortuna di avere uno stipendio sicuro a fine mese come lo avete voi , anzi la nostra preoccupazione è quella di pagare gli stipendi ai nostri collaboratori. Immaginate per un attimo se un bel giorno vi svegliaste e qualcuno vi dicesse: beh da domani non puoi più lavorare , senza sapere quando poter ricominciare. In questo momento la cosa più brutta è non sapere che fine sarà di noi. Ci sono già tante aziende nel nostro settore che hanno chiuso e che non riapriranno più. Se dovesse perdurare questo stato di crisi, tra qualche mese assisteremo alla scomparsa delle nostro settore con un danno enorme a livello occupazionale e turistico. Si, turistico. Perché ci sono nazioni in Europa, vedi la Spagna che considerano il nostro settore strategico e trainante per il ritorno turistico, vedi grandi festival oppure rassegne con ospiti internazionali, capaci di attirare migliaia di giovani da tutte le parti.

Mesi fa avevamo anche avanzato delle proposte affinché le nostre attività diventassero dei presidi sicuri per il controllo del virus, tramite i test rapidi da effettuare a tutti i clienti ed in più l’obbligatorietà dell’app immuni per controllare in toto i frequentatori. Non per ultimi avete anche bloccato il comparto del Wedding mettendo il limite dei 30 invitati. Poi spiegatemi la differenza tra un banchetto con max 30 invitati ed un teatro dove possono entrare 200 persone, per non parlare di quello che avviene quotidianamente nelle città, nei centri commerciali, sui mezzi pubblici ecc .

Ma il problema era LA DISCOTECA che ad oggi è l’unica attività in Italia “CHIUSA”. La cosa più brutta oggi è quella di sentirsi inermi senza poter far nulla non per il proprio volere, ma per quello del governo. Oggi ci sentiamo come se non fossimo neanche italiani in quanto completamente snobbati da questo governo. Probabilmente se destinassimo le nostre strutture a centri di accoglienza per migranti, allora si ricorderebbero di noi, tanto oramai non sappiamo più che farne delle nostre attività.

Firmato: Roberto Maggialetti, un imprenditore italiano incazzato con tanti sogni ancora da realizzare, che ama ancora la sua terra, CHE NON SI ARRENDE».

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I commenti degli utenti
  • ........ ha scritto il 23 ottobre 2020 alle 10:52 :

    Caro Maggialetti se ti fossi accorto dei mancati accorgimenti anit covid sia fuori ingresso che interno discoteca forse avresti compreso il capo del governo........ Rispondi a ........

  • mauro di pierro ha scritto il 23 ottobre 2020 alle 04:51 :

    non si può commentare una dichiarazione del genere Rispondi a mauro di pierro