L'inchiesta

Quanto si investe sul turismo a Bisceglie e nella Bat

L'esame dei dati rivela il trend in questo comparto fondamentale della nostra economia

Cronaca
Bisceglie venerdì 16 ottobre 2020
di Antonio Rana
Veduta aerea di Bisceglie
Veduta aerea di Bisceglie © n.c.

Come è noto, il turismo è uno dei settori economici maggiormente colpiti dalla pandemia. L’Istat stima che se non ci fosse stato il lockdown i turisti stranieri avrebbero speso in Italia 9,3 miliardi di euro solo nel trimestre tra marzo e maggio 2020. Ed una recentissima ricerca condotta congiuntamente da Thrends di Rimini ed NMTC di Firenze valuta che a fine anno in Italia ci può essere una perdita del 50%, se non del 70%, delle presenze turistiche complessive.

Una situazione del genere ha spinto il governo a dedicare a questo ambito parte delle misure del “decreto rilancio”. Nel provvedimento, diventato legge a luglio, è previsto che l’Istat definisca una classificazione delle attività economiche con riferimento alle “aree ad alta densità turistica“, con il fine di garantire alle imprese più colpite dalla crisi l’accesso alle misure di sostegno. Il 17 settembre l’istituto di statistica ha elaborato un’articolata descrizione della vocazione turistica delle singole località, grazie alla quale ha classificato tutti i comuni italiani in 11 categorie. Per quanto riguarda la Bat l’Istat classifica quasi tutti i comuni della sesta provincia pugliese nella categoria di comuni turistici non appartenenti ad una categoria specifica, ad eccezione di Bisceglie (comuni con vocazione marittima), Margherita di Savoia (altri comuni turistici con due o più vocazioni) e Trani (comuni a vocazione marittima e con vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica).

Ma, a fronte di tutto ciò, quanto si investe realmente per la valorizzazione dei territori, ai fini di attrarre visitatori domestici e stranieri? Openpolis, attraverso i bilanci comunali, analizza questo aspetto attraverso la piattaforma online Openbilanci. Prima di affrontare l’argomento va sottolineato che quando si parla di investimento sul turismo da parte delle amministrazioni comunali ci si riferisce al funzionamento delle attività e dei servizi dedicati, per la promozione, lo sviluppo, la programmazione e il coordinamento delle iniziative sul territorio. Queste spese comprendono sussidi, prestiti e contributi a favore degli enti e delle imprese che operano nel settore, le uscite per le attività di coordinamento con gli ambiti del trasporto, alberghiero e della ristorazione e con gli altri settori connessi a quello turistico, per la programmazione, la partecipazione e l’organizzazione di manifestazioni turistiche e campagne pubblicitarie, per la produzione e la diffusione di materiale promozionale, per il funzionamento degli uffici turistici di competenza dell’ente e per il coordinamento degli albi e delle professioni turistiche.

Ma i comuni investono in turismo anche prevedendo contributi per la costruzione o ammodernamento delle strutture dedicate alla ricezione, come alberghi, pensioni, villaggi, ostelli per la gioventù e agriturismi. Infine, nei bilanci si trovano anche le spese per manifestazioni culturali, artistiche e religiose che abbiano come finalità prevalente l’attrazione turistica e per la programmazione e il monitoraggio delle politiche territoriali in coordinamento con i finanziamenti comunitari e statali. I dati elaborati da Openbilanci mostrano anche la spesa pro capite per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Bisogna poi aggiungere che gli ultimi dati disponibili fanno riferimento ai bilanci consuntivi 2018. Ecco dunque le spese di investimento in turismo per i comuni della Bat negli ultimi tre anni.

Comuni

Spesa per

Spesa

Spesa per

Spesa

Spesa per

Spesa

turismo ('000 €)

pro-capite (€)

turismo ('000 €)

pro-capite (€)

turismo ('000 €)

pro-capite (€)

2016

2017

2018

Andria

124,6

1,24

59,2

0,59

n.d.

n.d.

Barletta

31,5

0,33

34,0

0,36

13,5

0,14

Bisceglie

439,5

7,93

298,5

5,39

149,0

2,69

Canosa di Puglia

35,2

1,17

33,3

1,12

41,7

1,39

Margherita di Savoia

119,5

10,08

148,1

12,59

201,0

17,07

Minervino Murge

0,0

0,0

13,3

1,50

0,0

0,0

San Ferdinando di Puglia

0,0

0,0

0,0

0,0

0,0

0,0

Spinazzola

101,4

15,52

18,3

2,81

18,8

2,88

Trani

298,9

5,33

954,5

17,04

301,6

5,38

Trinitapoli

0,0

0,0

8,0

0,55

0,0

0,0

Fonte: Openbilanci, Openpolis

Il comune in cui si è investito di più nel 2018 è Trani. Seguono, nell’ordine, Margherita di Savoia, Bisceglie, Canosa, Spinazzola e Barletta. Non sono invece disponibili i dati di bilancio di Andria, mentre a Minervino, San Ferdinando e Trinitapoli nel 2018 le spese per turismo risultano nulle. I comuni in cui la spesa pro-capite è più elevata sono, nell’ordine, Margherita di Savoia, Trani, Spinazzola, Bisceglie, Canosa e Barletta.

Nel triennio in esame si può rilevare che il livello degli investimenti in turismo nei comuni della Bat non è costante e tantomeno progressivo. Per quanto riguarda Bisceglie nel 2016 e nel 2017 le spese affrontate ammontano rispettivamente a 439.519 euro e 298.504 euro, con una spesa pro-capite pari a 7,93 euro (2016) e 5,39 euro (2017). Si può così rilevare un progressivo calo nella spesa destinata agli investimenti in turismo.


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