Il fatto

Il Covid impedisce la riapertura dei reparti a Bisceglie. Il San Nicola di Trani torna in gioco

Impossibile al momento la riapertura dei reparti. Prosegue l'utilizzo del Pta di Trani

Cronaca
Bisceglie giovedì 21 maggio 2020
di La Redazione
Ospedale di Bisceglie
Ospedale di Bisceglie © BisceglieLive.it

«La presenza di un setting assistenziale di Covid Hospital non permette di separare percorsi fruibili dagli utenti da quelli utilizzati per il transito dei pazienti attualmente ricoverati». Per cui «Al momento non è possibile dar seguito alla ripresa delle attività ambulatoriali all’interno del Presidio Ospedaliero di Bisceglie».

Con queste parole la Direzione sanitaria di Bisceglie risponde a chi chiedeva la pronta ripresa delle attività specialistiche presso il presidio ospedaliero cittadino. Il problema è che l’impossibilità della convivenza tra struttura Covid e le altre tradizionali ospitate dal nosocomio biscegliese mette a rischio la loro permanenza in città rimettendo in corsa il San Nicola Pellegrino di Trani.

E sì, perché stando alla stessa nota ricorda che «Al fine di poter garantire l’erogazione delle prestazioni con priorità “U” durante l’emergenza Covid-19, era stato disposto che le attività ambulatoriali di Patologia Clinica, Ortopedia e Ostetricia fossero eseguite presso il centro Polifunzionale del Dss n. 5 e le attività ambulatoriali di Chirurgia, Cardiologia e Medicina presso il Pta di Trani, ove risultano garantite le prescrizioni richieste».

Naturalmente a Bisceglie ci si dovrà interrogare sul futuro del presidio locale. Il Sindaco assicura che la struttura biscegliese sarà premiata per lo sforzo profuso nel corso della pandemia, ma il pericolo di scelte politiche diverse è sempre in agguato.

E del resto anche la stessa Direzione sanitaria «si permette di suggerire quale soluzione organizzativa per il “recall” delle prestazioni ambulatoriali con codice di priorità “P” sospese, di implementare nel Centro Polifunzionale Pta Trani con orario 8-20 dal lunedì al venerdì, fermo restando la capacità organizzativa di ciascuna Unità operativa, prevedendo altresì l’individuazione di ulteriori ambienti, ove poter effettuare altre attività ambulatoriali attualmente sospese per alcune branche (Pediatria, Malattie Infettive)».

Insomma, la palla passa inevitabilmente alla politica locale. I biscegliesi, infatti, non vogliono correre il rischio che, dopo aver subìto il danno della concentrazione in città di tutti i pazienti Covid del territorio, patiscano ora anche la beffa dello scippo dell’ospedale a vantaggio di Trani.

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