L'idea

L'isolamento è l'unica soluzione. Servono strutture per combattere l'epidemia

Non solo per i pazienti, ma anche per medici e operatori sanitari che rischiano di essere vettori del contagio

Cronaca
Bisceglie venerdì 27 marzo 2020
di Pinuccio Rana
Corsia di ospedale
Corsia di ospedale © Livenetwork.it

L’allarme coronavirus suona sempre di più a Bisceglie, dopo il caso dei pazienti positivi all’interno di Universo Salute, di dipendenti dell’ospedale civile, dell’ufficio Poste. Diventa indispensabile individuare alberghi, hotel, strutture per le persone che devono passare il periodo di isolamento dovuto al coronavirus. I casi si allargano e ormai, non bisogna pensare solo alla malattia ma bisogna pensare alle persone, in particolare a quelle positive con sintomi lievi, a quelle in quarantena nelle loro abitazioni che possono contagiare i familiari e ai tanti lavoratori come medici, infermieri non contagiati ma esposti a rischi elevati.

Occorre predisporre a breve un progetto che tenga conto di queste esigenze, divenute ormai improrogabili. Se è il caso si può pensare anche a requisire temporaneamente strutture idonee per la quarantena con una capienza adeguata. Solo a titolo di esempio vengono in mente lo stabile dei Cappuccini in via prof. M. Terlizzi, Villa San Giuseppe, oppure la struttura che ospitava immigrati in piazza Castello, stabili non più utilizzati nella struttura di Universo Salute, hotel, ecc. Queste strutture potrebbero garantire condizioni di isolamento per persone in quarantena con sintomi lievi e deve avere un programma medico approvato dal centro sanitario COVID 19.

Ma non solo pazienti. Queste strutture potrebbero essere utilizzate per accogliere medici e operatori sanitari.

Sono gli stessi medici e infermieri che lavorano a contatto con pazienti positivi che lo richiedono per preservare le loro famiglie dai rischi di contagio e che quindi preferiscono vivere, in questo periodo, (molti già lo fanno!), lontano da casa. Ma è utile e necessario anche per quei pazienti sottoposti a quarantena obbligatoria, ovvero pazienti positivi al virus ma non ospedalizzati e che non possono o non vogliono trascorrere l’isolamento nel loro domicilio perché non adatto.

Naturalmente la palla passa ora nelle mani di chi ha il potere di decidere. Ma bisogna fare presto.

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