La storia

​Una biscegliese a Bergamo: Sentiamo l'alito della morte, mentre viene a prendere chi abita vicino

La drammatica testimonianza di una insegnante di Bisceglie che vive nella zona rossa

Cronaca
Bisceglie sabato 21 marzo 2020
di La Redazione
Bergamo, la colonna militare che trasporta i corpi dei morti da coronavirus
Bergamo, la colonna militare che trasporta i corpi dei morti da coronavirus © n.c.

Una drammatica testimonianza per i lettori di BisceglieLive.it arriva dalla provincia Bergamo, la zona d'Italia più pesantemente colpita dal coronavirus. Decine di morti ogni giorno, migliaia di famiglie distrutte dal covid-19. A raccontare dall'interno della zona rossa è l'insegnante biscegliese Diletta Di Leo, preoccupata per i suoi genitori e parenti che continuano a vivere a Bisceglie.

«Abito a Bergamo dal 2005. Avevo 25 anni ed ero poco più che una ragazzina, di rientro da varie esperienze lavorative e di studio in giro per l'Europa. Ho scelto questa città per formarmi per il mestiere che ho sempre amato di fare, sin da piccola: sono un'insegnante. Ho scelto una città che esplode di vita, di cultura, di gente da tutto il mondo e che corre a mille km/h. L'ho scelta perché mi sono innamorata della sua vitalità, del suo essere così affascinante e così europea. Me ne sono innamorata per le miriadi di opportunità che ti capitano ogni giorno. Adesso questa meravigliosa città si è improvvisamente fermata. Non parla più. Tace. Ed è così surreale. E voglio testimoniare in prima persona quanto ci sta accadendo, che sia da monito a tutti i biscegliesi. Come Wuhan avrebbe dovuto essere di monito alla Lombardia. Voi che siete in tempo, vi prego, salvaguardate voi e i vostri cari e STATE A CASA!

Dalla zona rossa: Se sarò fortunata, tra un anno condividerò questo post.

No, non è facile stare nella zona rossa, in provincia di Bergamo. Psicologicamente è devastante sentire l'alito della morte sul collo, mentre viene a prendere chi ti abita vicino. Non eravamo preparati. E sì, abbiamo paura. Sì, abbiamo terrore, alimentato dalle sirene delle ambulanze. E non ci possiamo fare niente, perché a Bergamo e provincia stanno intubando in terapia intensiva anche gente di 20 e 30 anni, sana. Sanissima! Penso a quanto di bello c'è nella mia vita. Penso ai miei genitori e ai miei suoceri, a mio marito, a mio fratello e ai miei cognati. Penso ai miei meravigliosi 4 nipotini. Penso al mio cagnolino Thor, che in questi giorni è la mia valvola di sfogo... penso a tutta la mia famiglia, i miei adorati zii e cugini... e la nonna che sono a Bisceglie. A tutti i miei amici, ai colleghi e a tutti i miei studenti. Tutto ciò che possiamo fare è stare a casa. E un mio vicino che è stato a casa, giovane, se n'è andato 3 giorni fa.

Qui è una ecatombe. E io non mi capacito. Alterno coraggio e forza, misti a sconforto e paura.

La mente crolla. Vivi ora, qui. E ogni mattina ringrazi di poter respirare. Questo, sinceramente, non me lo aspettavo. E ringrazio di poterlo ancora scrivere e testimoniare...».

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commenti
I commenti degli utenti
  • Pietro Veneziani ha scritto il 27 marzo 2020 alle 17:19 :

    Una città come Bergamo al collasso non era neanche nella più fervida immaginazione. Ma ce la faremo a rialzarci in piedi e più forti di prima. E voi a Bisceglie restate a casa, mi raccomando. La segregazione è l'unica e sola arma per il contenimento di questo virus maledetto. Da Bergamo, un saluto alla mia Bisceglie. Rispondi a Pietro Veneziani

  • Mauro Lopopolo ha scritto il 23 marzo 2020 alle 15:08 :

    Grande testimonianza di una tragedia immane!!😓 Ti siamo vicini Un grande abbraccio Mauro Lopopolo Rispondi a Mauro Lopopolo

  • Anna Alpino ha scritto il 22 marzo 2020 alle 20:21 :

    Un abbraccio. Hai descritto così bene che non ci sono parole. Una pugliese da Lugano . Quando le circostanze ti obbligano a fermarti è perché c’è un tempo di riflessione: chi sono, da dove vengo, perché dono nata e dove vado un abbraccio forte Rispondi a Anna Alpino

    Diletta ha scritto il 23 marzo 2020 alle 11:07 :

    Esatto Anna. È quanto sta capitando a noi tutti. Rispondi a Diletta

  • Elisabetta Rana ha scritto il 22 marzo 2020 alle 17:01 :

    Non ci conosciamo ma ti abbraccio come fossi mia sorella,,💓 c'è la faremo..... coraggio Rispondi a Elisabetta Rana

    Diletta ha scritto il 23 marzo 2020 alle 11:07 :

    Grazie Elisabetta ❤ Rispondi a Diletta

  • Stefania ha scritto il 22 marzo 2020 alle 15:39 :

    Un abbraccio Diletta e famiglia, sono con te, e tanta forza e coraggio ad un'amica di origini Biscegliese che si è trasferita a Treviglio e sta vivendo in pieno questo dramma. Forza famiglia Simone! 🤗 🌻 Rispondi a Stefania

    Diletta ha scritto il 23 marzo 2020 alle 11:06 :

    Sai bene, allora, di cosa stiamo parlando. Stringiamoci forte, per ora solo virtualmente. Una carezza sul cuore alla tua famiglia e grazie Rispondi a Diletta

  • Nicla papagni ha scritto il 22 marzo 2020 alle 06:28 :

    Testimonianza dura e commovente , una realta' cruda , difficile da accettare ma bisogna affrontarla . Un forte abbraccio , seppur vituale ...deve passare questo periodo orrendo ! Rispondi a Nicla papagni

  • Clementina Jimenez ha scritto il 22 marzo 2020 alle 00:14 :

    Dio ti benedica e continuerà a darti forza e coraggio. Un abbraccio dalla tua bella città bisceglie. Rispondi a Clementina Jimenez

    Diletta ha scritto il 23 marzo 2020 alle 11:05 :

    Grazie Rispondi a Diletta

    Tonia Cangelli ha scritto il 24 marzo 2020 alle 18:04 :

    Carissima grazie per questa testimonianza, tutti abbiamo parenti nella zona rossa, personalmente mia sorella e tutta la sua famiglia abita a Bergamo e ci racconta ogni giorno il dolore e lo sconforto ad ogni sirena. Oggi penso più che mai che libertà è sentirsi responsabili per gli altri. Rispondi a Tonia Cangelli

  • fusti gator ha scritto il 21 marzo 2020 alle 23:02 :

    per quanti corrono al paesello, per poter eventualmente ricorrere alle cure di mammà o della sorella in caso di contagio, sia risaputo che una volta infettati e condotti fuori di casa, se non si guarisce subito, non c'è verso di vedere nessun caro, ricevere una carezza o una parola di conforto prima di essere cremati, altra motivazione agli esodi, è la impossibilità di mantenersi lontani da casa, senza delle entrate, piuttosto che tornare a casa e infettare tutti, conviene farsi aiutare economicamente fin dove è possibile e affidarsi poi alle strutture sociali, fintanto che ce nè Rispondi a fusti gator

  • Di Pinto Caterina ha scritto il 21 marzo 2020 alle 21:26 :

    Tieni duro sei del sud sei tosta come noi ...ce la farai ..un bacione da bisceglie Rispondi a Di Pinto Caterina

    Diletta Di Leo ha scritto il 21 marzo 2020 alle 23:13 :

    Voglio che ce la faccia la maggior parte della gente! Voglio che Bergamo torni a brillare. I bergamaschi sono un popolo tosto, testardo e gran lavoratori. Vedere questa città in ginocchio si strazia Rispondi a Diletta Di Leo

  • Angela ha scritto il 21 marzo 2020 alle 19:16 :

    Forza Diletta! Un bacio dalla tua amica di elementari. Tieni Duro, un abbraccio virtuale Rispondi a Angela

    Diletta Di Leo ha scritto il 21 marzo 2020 alle 23:13 :

    Grazie Angela! Ti abbraccio forte Rispondi a Diletta Di Leo

  • Giusi Di Gioia ha scritto il 21 marzo 2020 alle 18:41 :

    Che dire, oltre a tutto quello che hai ampiamente illustrato, mi si stringe il cuore a sentire quanto sei preoccupata. Posso solo sperare che tutta questa storia finisca al più presto per vederti sorridere di nuovo e, intanto, ci manchi tanto. Forza e coraggio figlia mia. Rispondi a Giusi Di Gioia

    Diletta Di Leo ha scritto il 21 marzo 2020 alle 23:08 :

    Mamma ❤ Rispondi a Diletta Di Leo

  • Runfolo Vincenzo ha scritto il 21 marzo 2020 alle 17:00 :

    Vi sono vicino col cuore cari amici bergamaschi. Un popolo stupendo...allegro,gioviale, laborioso e comunitario. Vi abbraccio uno ad uno e mi stringo al vostro immenso dolore! Vi voglio bene! Silvia e Vincenzo Rispondi a Runfolo Vincenzo

  • Sergio Di Nardo ha scritto il 21 marzo 2020 alle 15:10 :

    ❤️❤️❤️Forza e coraggio ❤️❤️❤️❤️ Rispondi a Sergio Di Nardo