Consigli utili per affrontare al meglio l'inverno

Vaccinarsi contro l'influenza per prevenire gravi complicazioni

Alcune indicazioni del dott. Giancarlo Cannone, referente Area Vaccinazioni ASL BT, contro le fake news che si stanno diffondendo in questi giorni

Cronaca
Bisceglie lunedì 18 novembre 2019
di Michele Lorusso
Vaccino
Vaccino © n.c.

Con le temperature autunnali in discesa, sono già comparsi i primi sintomi caratteristici delle malattie di questa stagione. Negli uffici, a scuola, sui luoghi di lavoro, per strada e sui mezzi pubblici è tutto un tossire, starnutire e soffiarsi il naso. Secondo le previsioni, la prossima stagione influenzale, in termini di stime, potrebbe colpire in Italia circa 6 milioni di persone, e da qui a poco vedrà protagonisti virus più insidiosi rispetto agli altri anni. Ragion per cui è importante prepararsi all’inverno proteggendosi con il vaccino anti-influenzale.

Proprio in questi giorni è iniziata la Campagna Vaccinale nella ASL BT, promossa dalla Regione Puglia e dal Servizio Sanitario Nazionale. Secondo i dati diffusi dell’Osservatorio Influenza, sono in circolazione due nuove varianti del virus A, H3N2/Brisbane ed il H1N1/Kansas. In particolare l’H1N1 nella fascia d’età pediatrica e l’H3N2, nella popolazione anziana, possono sviluppare forme influenzali particolarmente impegnative per l’organismo con scarse difese immunitarie e provocare un rischio maggiore di complicanze. Gli altri virus in circolazione sono il B/Colorado e B/Phuket, già noti ai ricercatori perché si sono diffusi nelle precedenti stagioni.

Questo è anche il periodo delle fake news sulla questione, per questo abbiamo chiesto un parere al dott. Giancarlo Cannone, referente Area Vaccinazioni ASL BT, che ha sostenuto che: «molto spesso si tende ad accomunare l’influenza classica con le forme para-influenzali tipiche di questo periodo. La vera influenza si distingue da tutte le altre forme para-influenzali per la presenza di tre caratteristiche: brusco rialzo febbrile (oltre i 38° gradi), presenza di dolori muscolari e/o articolari, presenza di un sintomo respiratorio come tosse, congestione nasale, mal di gola, naso che cola. Se insorgono contemporaneamente questi tre sintomi si può parlare di influenza. Se non si aggiungono complicanze, solitamente l’influenza impegna l’organismo dai 5 ai 7 giorni. Se invece mancano (salvo alcune varianti nei bambini e negli anziani), allora non si parla di vera influenza, ma di forme para-influenzali (come il raffreddore). Difatti, oltre ai virus influenzali veri e propri, esistono oltre 260 tipi di virus simil-influenzali, riconoscibili dal fatto che provocano un’intensità inferiore nella sintomatologia. Questi vengono trattati allo stesso modo dei virus influenzali, ovvero con farmaci di automedicazione e, nel caso in cui dopo tre giorni la situazione non migliori, con una visita dal medico di famiglia. Queste sono chiamate “infezioni respiratorie acute”, e presentano una minore intensità. A queste vanno ad aggiungersi le forme di virus gastrointestinali. Sia che si tratti di influenza vera e propria sia di patologie simil-influenzali, l’obiettivo dei farmaci di automedicazione è quello di attenuare i sintomi e tenerli sotto controllo, senza azzerarli, per seguire l’andamento della malattia e per non subire quegli effetti collaterali che sono più evidenti se si va oltre le quantità previste nella posologia del foglietto illustrativo.

La vaccinazione antinfluenzale non è obbligatoria, ma raccomandata a chiunque soffra di una patologia cronica, indipendentemente dall’età, e agli over 65. Negli altri casi è bene parlarne con il proprio medico per valutarne la somministrazione di caso in caso. Chi ha patologie croniche, deve limitare il rischio di complicanze. Nel periodo invernale questo rischio è più alto e la vaccinazione antinfluenzale rappresenta una tutela per la salute di questi pazienti. In particolare, negli asmatici l’influenza è spesso causa di riacutizzazioni anche gravi dei sintomi, il che rende necessario aumentare la terapia e spesso di recarsi al pronto soccorso a causa del peggioramento dell’infiammazione delle vie aeree. Ecco perché ai pazienti asmatici si raccomanda caldamente la vaccinazione, che andrebbe fatta entro fine novembre in un momento in cui non ci sono sintomi febbrili o infiammatori delle vie respiratorie in corso.

Eccetto per i bambini che vengono sottoposti per la prima volta alla vaccinazione (fino ai 9 anni in cui è opportuna una seconda dose di richiamo), per tutto il resto della popolazione una sola dose di vaccino è in grado di garantire un’adeguata immunizzazione per tutta la stagione.

Il vaccino è raccomandato anche per soggetti in buona salute che potrebbero trasmettere l’infezione a persone con cui sono a contatto e che risultano essere ad alto rischio di complicanze. Dovrebbero vaccinarsi poi alcune categorie di lavoratori che forniscono servizi di pubblica utilità, a cui bisogna aggiungere i donatori di sangue e le donne gravide specie se partoriranno nei mesi invernali. L’influenza non è affatto una malattia banale né per la mamma né per il bambino piccolissimo. Contratta in gravidanza, può portare a complicazioni respiratorie serie e risultare addirittura fatale, specialmente durante il secondo e terzo trimestre e nel primo mese dopo il parto. Ma l’antinfluenzale è anche l’unico strumento di prevenzione per proteggere i lattanti nei primi sei mesi di vita, quando è più alto il rischio di gravi complicanze in caso di malattia. E con la vaccinazione materna, c’è il passaggio di preziosi anticorpi attraverso la placenta.

Ci sono però alcuni soggetti che non devono sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale, a meno di una diversa indicazione del proprio medico curante che valuta il singolo caso:

  • bambini di età inferiore ai sei mesi, in quanto mancano studi clinici di sicurezza che dimostrino l’innocuità del vaccino in questa popolazione;
  • soggetti che abbiano avuto una reazione allergica grave (anafilassi) al vaccino o a un suo componente;
  • persone che abbiano in corso una malattia acuta. In questi soggetti la vaccinazione deve essere solo rimandata e può essere effettuata dopo la guarigione;
  • persone che abbiano manifestato una particolare malattia neurologica (sindrome di Guillain-Barrè) entro sei settimane da una precedente vaccinazione.

Potrebbe essere utile rafforzare la propria risposta immunitaria assumendo integratori che contengano vitamine del gruppo B, metalli come lo zinco o preparati a base di erbe come echinacea e acerola. Tutte queste sostanze, in modi diversi, aumentano le difese favorendo la produzione di anticorpi e l’attività dei linfociti. Una sana alimentazione comunque apporta una buona quantità di preziosi oligoelementi, ma anche i supplementi possono essere utili e il farmacista può consigliare il più adatto a ciascuno. Anche l’assunzione di probiotici può essere di aiuto, poiché favoriscono il benessere della flora intestinale e quindi aumentano le difese immunitarie: quando la flora intestinale è sana, il sistema immunitario può concentrarsi nel combattere le infezioni delle vie respiratorie e i virus dell’influenza; quando, invece, la flora intestinale è debole, il sistema immunitario deve dividersi su più fronti, riducendo la sua efficacia contro i virus. Ancora più efficace proprio se la risposta immune viene potenziata da vitamine e minerali.

È importante sottolineare che tutti questi accorgimenti paralleli non devono essere ritenuti un’alternativa al vaccino, che resta quindi la prima e più importante difesa.

Non dimentichiamo però anche le buone abitudini comportamentali, come evitare per quanto possibile i luoghi affollati durante i picchi influenzali, stare a casa quando si è malati, coprire bocca e naso se si starnutisce o si tossisce. E soprattutto lavare le mani come si deve, ogni volta che si usa una toilette, prima di ogni pasto e prima di maneggiare il cibo in generale, prima di toccare un bambino, una ferita, dopo essere stati in luoghi affollati come i mezzi pubblici, il supermercato, la palestra, dopo il contatto con persone malate. Ma anche dopo avere tossito o starnutito. In caso di contagio comunque, il riposo resta un’arma fondamentale per aiutare l’organismo a sconfiggere i virus. Utili i farmaci di automedicazione per alleviare i sintomi, mentre sono da evitare assolutamente l’uso degli antibiotici di propria iniziativa».

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