Il caso

Quercia davanti alla statua di Papa Giovanni Paolo II, Di Leo: «Gli autori vanno sanzionati»

L'intervento dell'esponente della lista civica Bisceglie d’Amare

Cronaca
Bisceglie sabato 12 ottobre 2019
di La Redazione
Marco Di Leo
Marco Di Leo © n.c.

«Nelle settimane precedenti, abbiamo assistito ad una diatriba riguardante l’ubicazione della statua di San Giovanni Paolo II in Piazza Diaz. Tale soluzione è stata approvata mediante delibera di giunta n. 231/2019. Voglio entrare nel merito della questione e ciò che avrò da dire prende le distanze dalla presenza o meno di personali professioni di fede». Comincia così Marco Di Leo, esponente della lista civica Bisceglie d’Amare.

«Questa notte abbiamo assistito ad una storpiatura del concetto di legalità: è possibile ignorare una delibera di giunta e piantare una quercia, nel cuore della notte, senza autorizzazione alcuna? Non può essere possibile tutto ciò. Le Istituzioni devono farsi garanti del rispetto delle regole da parte di tutti i cittadini. Quella porzione di superficie, come affermato in delibera, deve essere dedicata all’ubicazione della statua precedentemente citata. Sarebbe bello mantenere la quercia anche a pochi metri di distanza dall’opera raffigurante il Santo di Cracovia».

Continua Di Leo: «Tuttavia è bene porre l'accento su come la politica debba includere, ma anche educare. Innanzitutto sarebbe utile portare la questione in consiglio comunale: i Social Network, utilizzati come dovrebbero, sono un ottimo strumento per cogliere il sentore popolare. In particolar modo, riguardo quest'argomento, oggi e nei giorni precedenti abbiamo potuto assistere ad un dibattito di importante caratura interno alla popolazione biscegliese. Quale organo migliore del consiglio comunale per parlare di questo tema in virtù della nostra democrazia rappresentativa?

Auspico, inoltre, che i responsabili siano sanzionati. Sono dell’idea che una delibera, giusta o ingiusta, condivisibile o meno, vada sempre rispettata. Il ricavato può essere utilizzato, per la sistemazione delle piazze che vivono quotidianamente un degrado indecoroso, come Piazza Don Milani, o per la piantumazione di alberi in parchi sprovvisti di aiuole», spiega Di Leo.

«Sarebbe molto grave - conclude - legittimare questo tipo di comportamenti da parte della cittadinanza, pur mossi da buone intenzioni: mi auguro possa arrivare presto una presa di posizione forte da parte di quest’amministrazione che rimanda sempre più, inevitabilmente, quella svolta di cui forse non avevamo bisogno.

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 12 ottobre 2019 alle 08:51 :

    Ma quale cittadinanza si tratta solo di un gruppetto di atei militanti travestiti da ecologisti. Rispondi a Franco