Il caso

Spina: ​«Il bilancio “lacrime e sangue” balla e Angarano chiede aiuto al Prefetto​»

La denuncia del Consigliere comunale di opposizione

Cronaca
Bisceglie sabato 13 aprile 2019
di La Redazione
Francesco Spina
Francesco Spina © BisceglieLive.it

«Per la prima volta nella storia politica la maggioranza ricorre al prefetto per timore di non approvare il bilancio a causa dell’attività dell’opposizione».

E' quanto si legge nella nota diffusa dal Consigliere comunale di opposizione Francesco Spina.

«Così come facevano dai banchi dell’opposizione - prosegue - Angarano & Co. ricorrono nei miei confronti, attraverso una nota della segretaria generale del comune, ad altre autorità. La forza dei numeri della maggioranza e l’arroganza manifestata da Angarano durante l’ultima conferenza dei capi-gruppo vengono meno per la paura di aver fatto atti sbagliati nel percorso di approvazione del bilancio di Bisceglie il cui termine perentorio è stato fissato al 24 aprile. La segretaria generale con parole mai usate da un segretario generale nei confronti di un consigliere comunale ha ordinato sostanzialmente di collaborare con l’amministrazione comunale per evitare "danni erariali" e garantire efficienza amministrativa, inviando la nota per conoscenza al prefetto della Bat.

Naturalmente, ho già provveduto a rispondere che compito dell’opposizione non è coprire gli errori della maggioranza, ma controllarne l’operato per il bene dei cittadini. Tanto più quando il bilancio presenta oltre a mille strafalcioni procedurali, più tasse, più mutui e meno opere e servizi per i cittadini. Insomma, alla vigilia del consiglio comunale in cui si decide se la “svolta” riesce a partorire il suo primo atto, si vuole forse intimidire l’opposizione? Ho chiesto al segretario di indicarmi il perché gli emendamenti sul sostegno economico per le mense dei bambini di famiglie indigenti e per i contributi alle famiglie con bambini disabili siano stati dichiarati inammissibili. Attendiamo una risposta giuridicamente motivata per fare le nostre valutazioni.

Intanto, registriamo un esposto in prefettura della maggioranza ("indifesa"...poverini!) contro un consigliere di minoranza e le prerogative dell’opposizione. Mai visto! Se hanno i numeri e politicamente non si interessano di famiglie indigenti e con disabili a carico, senza arrampicarsi sugli specchi con cavilli e punti e virgola, respingano gli emendamenti e adottino il muro contro muro non cercando gli “aiutini” come hanno sempre fatto. Noi che non abbiamo padroni, da uomini liberi, lotteremo in consiglio per onorare il mandato gratuito di oppositori, forti dei nostri migliori alleati: i cittadini e le regole!».

Intanto, questo è il testo integrale del documento che lo stesso Spina ha inviato a tutte le autorità coinvolte: dalla Prefettura alla Corte dei Conti, passando per tutti i componenti del Consiglio comunale di Bisceglie:

«In riferimento alla nota inviatami a mezzo pec in data odierna sono costretto a precisare, esporre e denunziare quanto segue.

1) Nessun atto ostruzionistico o non collaborativo è stato effettuato dallo scrivente nella procedura di approvazione del bilancio 2019/21, che invece ha finora eluso e compresso le prerogative del sottoscritto quale Consigliere Comunale di opposizione del Comune di Bisceglie.

2) E' falso che il sottoscritto abbia ricevuto il 15 marzo dal messo comunale atto di comunicazione del deposito dello schema di bilancio, atteso che la relata di notifica che sicuramente conserverà in copia codesto Comune, recava consegna a mani del sottoscritto che quel giorno era, come comprovato, nella città di Roma.

3) Il Messo Comunale, rapportato l'episodio alla Segretaria Generale non ha inteso rinnovare alcuna notifica a mani o a mezzo pec allo scrivente avendo proceduto all'avviso ex art. 140 c.p.c. la cui raccomandata postale risulta dallo scrivente ricevuta in data 27.3.2019 (cfr. alligato 1), e da cui decorrono tutti i termini di legge e regolamentari.

4) Lo scrivente non ha mai rinunziato a tali termini non avendo sottoscritto alcun verbale asseritamente recante una decorrenza diversa dal giorno 27, come può evincersi sicuramente dagli atti in possesso di codesto Comune che non recano alcuna dichiarazione di rinunzia dello scrivente alla decorrenza del termine previsto dal regolamento di contabilità per proporre emendamenti di 15 giorni dal 27 marzo 2019.

5) Lo scrivente ha comunicato espressamente con la pec di non voler ricevere comunicazioni sulla pec professionale, nè la "minaccia" effettuata dal Segretario Generale, "la invito perciò a provvedervi sollecitamente" di autorizzare le convocazioni a mezzo pec firmando il relativo modulo, può limitare quella che costituisce una mera facoltà del Consigliere Comunale a norma dell'art. 21 comma 3 del regolamento consigliare vigente: "resta ferma la facoltà di ciascun consigliere di richiedere l'inoltro......" .

6) Tale facoltà non è stata esercitata dallo scrivente considerate le reiterate violazioni regolamentari come quella relativa alla convocazione d'urgenza effettuata per l'approvazione degli atti propedeutici al bilancio (tariffe, tasse ecc...), convocate con attestazione di urgenza da parte di un soggetto non legittimato dal regolamento (il Segretario Generale) e senza l'obbligatoria e preventiva convocazione dei capi gruppo, tutto in dispregio dell'art. 19 comma 7 del vigente regolamento del Consiglio Comunale.

7) Lo scrivente non ha mai contestato le formalità approssimative con cui le notificazioni sono state fatte finora, allorquando i messi abbiano per lo meno allertato lo scrivente attraverso una pur semplice comunicazione telefonica (circostanza non avvenuta in sede di deposito degli atti propedeutici all'approvazione del bilancio).

8) Lo scrivente ha una propria residenza in via San Pietro n.10 a Bisceglie da ben 15 anni, circostanza ben nota, anche legalmente, da codesto Ente per cui la convocazione e le comunicazioni possono essere effettuate come per legge e per regolamento presso la predetta residenza nei modi e nelle forme consentite, non essendo tenuto il sottoscritto ad alcuna "concessione" o rinunzia alle prerogative normative alle quali fa riferimento in ogni suo atto, nè una collaborazione può chiedersi all'opposizione per comprimere termini e "agevolare" i percorsi della maggioranza attraverso rinunzie a termini perentori e inderogabili e omissioni di passaggi formali come quelli relativi alla preventiva e obbligatoria conferenza dei capigruppo, mancata totalmente per la convocazione di urgenza di atti che avrebbero determinato il non aumento e la non modificazione delle tariffe della città (come avvenuto per l'approvazione delle norme regolamentari e della tariffe tributarie).

9) L'urgenza accertata dal Segretario Generale con cui avvengono questi passaggi è dettata semplicemente dai ritardi e dalla negligenza della parte politica di maggioranza, che, per atti deliberativi di Giunta già approvati da mesi o comunque da metà marzo, ha sentito l'opportunità di convocare con urgenza il Consiglio Comunale soltanto in data 28 marzo per il giorno 30, per evitare la proroga delle tariffe preesistenti più favorevoli ai cittadini e legate in modo essenziale alla visione complessiva del bilancio e alle prerogative emendative dei Consiglieri Comunali, che hanno visto compressa immotivatamente e solo per i ritardi del Governo Comunale la facoltà di approfondire e poter emendare nei termini regolamentari ordinari le proposte dell'Amministrazione Comunale.

10) I procedimenti in corso sono stati complicati dall'abusiva presenza degli organi di Governo durante le ultime conferenze dei capigruppo, laddove il Sindaco alla presenza del Segretario Generale ha imposto ai capigruppo la convocazione del prossimo Consiglio Comunale per il giorno 16 marzo, anzichè il 17 su cui si registrava un consenso unanime da parte di tutti, prima dell'intervento del Sindaco durante l'ultima conferenza di capigruppo. Per tale motivo lo scrivente ha abbandonato l'ultima conferenza dei capigruppo.

11) Il Regolamento del Consiglio Comunale di Bisceglie all'art. 11 non prevede la presenza del Sindaco la cui ingerenza potrebbe costituire un abuso delle proprie prerogative, tollerato immotivatamente dal Segretario Generale pure presente (lo scrivente quale Sindaco per 12 anni della città di Bisceglie non è mai intervenuto durante la conferenza dei capigruppo, oltre che per una questione di stile Istituzionale, per il rispetto delle prerogative irrinunziabili ed esclusive del Consiglio Comunale e della conferenza dei capigruppo.

12) Lo scrivente più volte ha rappresentato agli Organi competenti la violazione dell'art.97 della Costituzione e di tutte le norme che regolano i rapporto Istituzionali in relazione alla condotta del Segretario Generale del Comune di Bisceglie che, quale responsabile dell'anticorruzione, anche ha tollerato condotte Amministrative in violazione di quelli che sono prerogative dei Consiglieri Comunali come il diritto al rispetto delle forme e dei termini, anche in relazione a violazioni delle Norme che attengono le risposte alle interrogazioni Consiliari (violazione dell'art. 43 T.U.) come quelle che attengono il munus di consigliere comunale per la partecipazione a missioni ANCI ecc... per le quali v'è stato atteggiamento ostruzionistico da parte di Sindaco e Giunta, che hanno determinato addirittura il ricorso dello scrivente a procedure esecutive per ottenere quello che era previsto dalla legge e che i Giudici hanno acclarato nelle loro Sedi Istituzionali, con nocumento delle casse comunali per ciò che riguarda le spese legali delle procedure.

13) Lo scrivente contesta infine tutte le affermazioni che il Segretario Generale rende nella propria missiva comprese quelle di asseriti rifiuti a ricevere dischetti volanti, non dovendo confondere la medesima quello che costituisce l'attività politica e comunicativa con quelle che sono le risultanze formali e documentali a cui il sottoscritto si appella per il rispetto delle proprie prerogative di Consigliere Comunale.

14) Non risulta assolutamente pertinente e opportuna la lettera della Segretaria Generale, che alla vigilia della discussione di bilancio, fissata in violazione peraltro dei 5 giorni previsti dal regolamento di contabilità liberi e completi (lo scrivente ha ricevuto la convocazione in data 11 aprile cfr. allegato 2), effettua una dichiarazione che interpreto, spero erroneamente, in modo intimidatorio e coercitivo ( "la invito perciò a provvedervi sollecitamente"; "l'eventuale rifiuto da parte del Consigliere violerebbe ....... in danno del buon andamento ........ senza tralasciare i profili erariali ....."; "sussiste un obbligo in capo al Consigliere di intervenire alle sedute del Consiglio, sanzionabile con la decadenza ..... l'assenza potrebbe compromettere il quorum deliberativo oltre che strutturale"...).

15) Lo scrivente, essendo consigliere di minoranza non può assolutamente impedire per limitata rappresentanza Consigliare delle opposizioni e per assenza di un qualsiasi poter di interferenza con i poteri di G.M. e dei Dirigenti, l'attività propositiva dell'Amministrazione Comunale: al riguardo si ricorsa che l'approvazione in modo frettoloso dello schema di bilancio in data 15 marzo, la convocazione "urgente" del Consiglio Comunale per le tariffe in data 28 marzo e tutti gli errori procedurali in sede di notificazione, sono frutto esclusivo della cattiva azione di Governo della città, in violazione, queste sì, del buon andamento e dell'efficienza e economicità Amministrativa, che in modo risibile sono state ribaltate assurdamente sul Consigliere Comunale di opposizione che le ha rilevate.

16) La Segretaria Generale può esprimere soltanto pareri se richiesti dal Consiglio Comunale ed esplicare tutte le proprie funzioni attribuite dalla legge, ma certamente non può intimare a un Consigliere Comunale in modo coercitivo azioni che hanno valenza politica o che determinano rinunzie a proprie facoltà o a termini perentori di legge.

17) Laddove la Segretaria Generale ravvisi una violazione da parte dello scrivente, di una qualche norma di legge, presenti idonea e specifica e circostanziata denuncia presso le Autorità che ritiene competenti non effettuando comunicazioni generiche e con una non chiara motivazione di carattere istituzionale (sarebbe bastato il rigetto delle proposte emendative e non richiami a principi di collaborazione politica, attraverso rinunzie a facoltà e prerogative consiliari, che il contesto politico di Bisceglie degli ultimi dieci anni non ha mai conosciuto nei rapporti tra maggioranza ed opposizione;

18) La maggioranza Consiliare, se è tale, ha la forza di decidere e andare avanti nell'approvazione dei punti dei prossimi appuntamenti Consiliari come, d'altronde, la Segretaria Generale potrà esprimere i pareri che riterrà più opportuni in relazione all'ammissibilità o meno delle proposte e degli emendamenti delle opposizioni. Prerogativa, invece, del sottoscritto sarà quella di controllare pedissequamente, con gli altri consiglieri di opposizione, il rispetto del regolamento e delle norme vigenti, a tutela esclusivamente dell'interesse delle comunità Biscegliese e dell'Istituzione Comunale che ho peraltro avuto l'onore di rappresentare, senza censure, per 12 anni ininterrottamente. Salva la facoltà, chiaramente, di poter ricorrere ai vari Giudici, compreso quello Amministrativo, nel caso di violazioni normative e lesive delle prerogative del munus publicum di Consigliere Comunale (art.24 della Costituzione Italiana).

Con la presente, infine, si reitera la richiesta di valutazione come da regolamento di contabilità vigente degli ultimi due emendamenti proposti in favore delle fasce indigenti, per il sostegno a fronte dell'aumento tariffario delle mense Comunali e delle attività assistenziali in favore di bambini diversamente abili o affetti da autismo appartenenti a famiglie con disagio sociale.

La valutazione dell'ammissibilità o meno di tali emendamenti, proposti entro il termine di 15 giorni dalla data di comunicazione (cfr. allegato 1) sarà naturalmente rimessa alla delibazione degli Organi Comunali competenti e, eventualmente, delle altre Autorità che ne verranno a conoscenza.

Avv. Francesco Carlo Spina - Consigliere Comunale

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