L'intervento

​Giuseppe Losapio​: “Chi si appunta medaglie sulla Tari mistifica la realtà”​

Il consigliere comunale di maggioranza sottolinea come tutti i debiti fuori bilancio approvati sono riconducibili alla precedente amministrazione

Cronaca
Bisceglie giovedì 13 settembre 2018
di La Redazione
Giuseppe Losapio
Giuseppe Losapio © BisceglieLive.it

“Tutti i debiti fuori bilancio approvati nel consiglio comunale di ieri sono riconducibili alle scorse amministrazioni. Nessun debito fuori bilancio riguarda la Tari che si pagherà nel 2019, quindi chi si appunta medaglie al petto per aver scongiurato l’aumento della Tari mistifica la realtà con un goffo tentativo di screditare l’amministrazione comunale, forse per recuperare affannosamente consenso dopo la bocciatura delle urne”. Lo dichiara il consigliere comunale di maggioranza Giuseppe Losapio.

“L’approvazione dei debiti fuori bilancio, da parte nostra, è stata doverosa”, continua l’esponente della maggioranza.

“Ci saremmo aspettati che tutti coloro che avessero contribuito a produrre quei debiti, li avessero anche riconosciuti e approvati con coscienza e responsabilità, come ha fatto il consigliere Fata per i punti che riguardavano il periodo in cui è stato alla guida della precedente amministrazione. Il voto contrario, invece, equivale a rinnegare e sconfessare il proprio operato. La coerenza resta quindi sconosciuta a qualcuno, che evidentemente preferisce la strumentalizzazione e la demagogia. Sorge spontanea, poi, un’altra riflessione: perché i debiti approvati ieri, risalenti al 2017 e alla prima parte del 2018, non sono stati portati per tempo in consiglio comunale? Viene il dubbio che artatamente si sia preferito lasciare la patata bollente alla successiva amministrazione, addossandole la responsabilità dei debiti. Manovre che appartengono alla vecchia politica, già bocciata alle scorse elezioni”, ha concluso Giuseppe Losapio.

“Andiamo avanti per la nostra strada, con coerenza, onestà e trasparenza, lavorando con senso di responsabilità per il bene comune”.


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