Il fatto

Intermediario finanziario condannato a risarcire un risparmiatore per 100mila euro

Esulta l'Unione nazionale Consumatori di Bisceglie che ha ottenuto un importante risultato che sarà ora estensibile anche ad altri casi analoghi

Cronaca
Bisceglie martedì 21 novembre 2017
di La Redazione
Banconote
Banconote © n.c.

«Si tratta di una decisione che non esitiamo a definire storica, che apre nuovi scenari in favore dei tanti risparmiatori soprattutto pugliesi che in questi mesi sono rimasti vittime del sistema bancario”.

E’ grande la soddisfazione espressa dagli Avvocati Antonio Calvani e Patrizia Colonna, responsabili dell’Unione Nazionale Consumatori di Bisceglie, nel commentare la pronuncia resa ieri dall’Arbitro per le Controversie Finanziarie che ha accolto un ricorso promosso dall’associazione consumeristica in nome e per conto di un risparmiatore iscritto all’UNC che aveva acquistato attraverso l’intermediazione finanziaria di una filiale di BancApulia, numerosissime azioni di Veneto Banca, pari ad un valore di oltre 100.000 euro.

L’A.B.F. - secondo la ricostruzione fatta dall'associazione dei consumatori - ha riconosciuto l’illegittimo comportamento assunto dall’intermediario finanziario che ha collocato titoli particolarmente rischiosi ad un soggetto privo di conoscenze specifiche in ambito finanziario, senza ottemperare pienamente al dovere di informazione e di trasparenza imposto dall’ordinamento giuridico. In particolare l’Arbitro ha evidenziato come la sottoposizione di un gran numero di documenti semplicemente da firmare al risparmiatore, nell’ambito della sottoscrizione di un investimento finanziario, non sia assolutamente sufficiente ad assolvere quell’obbligo di informazione piena, che deve essere ancor più rigoroso quando si tratta (come nel caso di specie) di azioni illiquide, e cioè sottratte alla libera circolazione sul mercato.

L’Arbitro ha anche evidenziato come l’intermediario finanziario in questione, BancApulia, non ha, nel caso di specie, assolto all’obbligo di valutare attentamente la corrispondenza tra il rischio dell’investimento proposto e il profilo relativo alla propensione al rischio del risparmiatore, evidentemente non adeguato.

L’intermediario finanziario è stato pertanto condannato al pagamento di oltre 100.000 euro in favore del risparmiatore.

«Si tratta di una pronuncia molto importante - scrivono gli avvocati Calvani e Colonna - sia per gli aspetti sostanziali visto che sono stati accolti completamente tutti i nostri motivi di ricorso, sia per un aspetto di natura processuale dal momento che l’Arbitro ha respinto l’eccezione proposta da Banca Intesa (terzo intervenuto nel giudizio) che, come noto, ha rilevato la parte attiva di Veneto Banca e, quindi, controlla oggi anche Banca Apulia. Banca Intesa aveva evidenziato come il ricorso non potesse essere accolto dal momento che ormai il soggetto che aveva commercializzato le azioni illiquide Veneto Banca sostanzialmente non esistesse più. L’Arbitro ha accolto la nostra opposizione a tale eccezione evidenziando come Banca Apulia sia un soggetto giuridico tutt’ora esistente, controllato da Banca Intesa, e responsabile delle violazioni commesse in sede di commercializzazione dei titoli. E’ evidente che si tratta di un precedente molto molto importante che segna un deciso punto a favore di tutti i risparmiatori che in questi mesi hanno visto i loro risparmi azzerati. D’altro canto è stata premiata la nostra strategia processuale finalizzata ad adire questo nuovo organismo istituito presso la Consob, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie, che ha emesso la sua pronuncia solo dopo pochi mesi dall’inoltro del ricorso, a fronte dei tempi molto più lunghi e dispendiosi di un ordinario giudizio in sede civile».

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