Il lutto

​Si è spento a New York Vincenzo Valente con Bisceglie nel cuore

Il cordoglio del Sindaco Angarano

Cronaca
Bisceglie giovedì 13 gennaio 2022
di La Redazione
​Si è spento a New York Vincenzo Valente con Bisceglie nel cuore
​Si è spento a New York Vincenzo Valente con Bisceglie nel cuore © n.c.

È venuto a mancare all'età di 82 anni, Vincenzo Valente, un nostro concittadino che viveva a New York e col cuore viveva a Bisceglie.

Ogni mese chiamava gli amici per conoscere le notizie di Bisceglie concludendo le telefonate con il classico: "salutami tutti quelli che mi conoscono". 

Anche il Sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, ha voluto esprimere tutto il suo cordoglio: «Una persona di grande generosità. Un esempio di attaccamento alle radici e a Bisceglie. Dall’altra parte del mondo, distante migliaia di chilometri ma sempre con la nostra Città nel cuore.  Un sentimento forte e autentico tanto che nella Grande Mela era un punto di riferimento della Comunità biscegliese e pugliese e ha contribuito a diffondere le nostre tradizioni, i nostri costumi e la cucina nostrana.  Quando un biscegliese lo avvisava che sarebbe arrivato a New York era felice di mettersi a disposizione per fare da cicerone. Ci tenne tanto a donarmi il suo libro, simbolo per il legame profondissimo e inscindibile con la nostra Terra e quando lo sentii per ringraziarlo toccai con mano il suo amore per Bisceglie. Ciao Vincenzo, la terra ti sia lieve. Un saluto dalla tua Bisceglie. Le nostre condoglianze e quelle della Comunità alla sua famiglia e a tutti coloro che gli volevano bene».

Questo invece il ricordo di Sergio Silvestris: «Vincenzo Valente era un biscegliese doc. Più biscegliese di tanti residenti nella nostra città. Il suo timbro di voce inconfondibile, le sue telefonate interminabili agli orari più assurdi, la sua lingua a volte incomprensibile - un misto di dialetto e di americano - terminavano sempre su un punto fisso: Bisceglie. Perché Vincenzo abitava a migliaia di chilometri da qui, ma - mistero della fede! - sapeva per filo e per segno tutto quello che accadeva in città. E non adesso, quando internet permette a chiunque di aggiornarsi su cronaca e vita cittadina. Ma anche vent’anni fa: era abbonato a tutti i giornali locali, chiamava, scriveva, leggeva, corrispondeva. Senza mai perdere un pezzo di quel che accadeva dalle nostre parti.

Ha trascorso gran parte della sua vita a New York, ma quando si presentava sottlineava di essere biscegliese. Non di origine: biscegliese e basta. Abitava nella città della Statua della Libertà, ma a fargli ombra era sempre la torre maestra. Poteva godersi le stagioni del Central Park, ma la sua piazza era il Palazzuolo. Casa sua distava qualche chilometro dall’oceano, ma la sua spiaggia era quella di Salsello. E alle luci serali di Times Square preferiva le luminarie della festa dei Santi. Mi piace ricordarlo così, in un giorno triste per la sua famiglia e per tutti suoi amici. Come un biscegliese doc che, vincendo le distanze del mondo dei vivi,  sta certamente facendo ritorno nella sua amata città». 

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