L'appuntamento

"Riccardo III"​ in scena al Teatro Politeama Italia​

Spettacolo per la stagione del sistemaGaribaldi diretto da Carlo Bruni

Attualità
Bisceglie giovedì 09 gennaio 2020
di La Redazione
"Riccardo III"​ in scena al Teatro Politeama Italia​ © n.c.

Enzo Vetrano e il suo storico compagno di lavoro Stefano Randisi, costituiscono oggi una delle coppie teatrali più apprezzate nel panorama italiano. Una valutazione confermata dalle scelte del cartellone teatrale di Bisceglie che ne ha sempre seguito il lavoro e quest’anno la ospita con un dittico. Dittico che, dopo il felice esito in Maestri e Margherite di Totò e Vice, si completa venerdì 10 gennaio, alle 21,00, presso il Teatro Politeama Italia, con il “loro” Riccardo 3, in una formazione completata dal bravo Giovanni Moschella.

Così, se alla consolidata fama dei due aggiungete il recente successo raccolto da Vetrano, due volte Maestro nel Pinocchio di Garrone, le qualità riconosciute del drammaturgo Francesco Niccolini (molti ricorderanno Marco Paolini nel “suo” Vajont”) e non proprio in ultimo l’importanza dell’autore originario, un certo Shakespeare, sarà difficile non segnare in agenda come imperdibile l’appuntamento.

Il lavoro di Niccolini rilegge in chiave contemporanea il grande classico, facendo del protagonista un demone recluso e indomito, che viene sottratto al medioevo inglese per abitare il presente di una stanza in un ospedale psichiatrico. La terapia/psicodramma ha inizio: la corona passa da una testa a un’altra, la ghigliottina si abbatte feroce, le campane suonano a festa o a morto, mentre un corvo si aggira, come se quel luogo gli appartenesse. E soprattutto, c’è un’iniezione che incombe come una spada di Damocle. O piuttosto di Richmond, in questo caso. In un luogo pieno di fantasmi, rivive la vicenda di Riccardo di Gloucester – il malvagio più malvagio, ma al tempo stesso più terribilmente simpatico mai creato dal genio umano – e dei suoi omicidi seriali, ma, al momento del gran finale, giusto un istante prima della morte (Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!), Riccardo risorge dai suoi peccati e con il suo ultimo monologo visionario si congeda, accoglie la liberazione che gli giunge non dalla spada di Richmond ma dall’iniezione che gli viene somministrata: sedato, ridotto alla passività.

È l’inizio del recupero o la fine della speranza? Parafrasando Macbeth e il suo Tomorrow and tomorrow and tomorrow, a noi resta soltanto un forse e ancora forse. L’unica cosa di cui siamo sicuri è che ora il protagonista – dopo aver riconosciuto il sangue versato – è annichilito. Tutto sommato non è nemmeno così importante essere sicuri di chi è il medico, chi l’infermiere e chi il paziente, o se si tratta di diversi criminali coinvolti nello stesso esperimento: sembrano più le due identità di una stessa persona. Uno l’avversario dell’altro. Quella corona, per cui tutto questo è accaduto, nella storia, in teatro e nella vita, ora giace abbandonata. Sul letto da ospedale o sul palcoscenico. Lo spettacolo è finito, il Teatro è vivo, con i suoi fantasmi e tutti i suoi illusori forse. Una messa in scena potente, non una pura variazione sul tema, a confermare il senso di una stagione teatrale intitolata non a caso Cose dell’altro mondo, salda nel mantenere una rotta che ne qualifica l’assoluta originalità.

Una stagione del sistemaGaribaldi diretto da Carlo Bruni, con la collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese e la convinta complicità del Comune di Bisceglie. Botteghino aperto dal martedì al sabato, dalle 18,00 alle 20,00 presso il Teatro Garibaldi.

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