Economia

​Il biscegliese Davide Storelli​ spiega il valore della moneta complementare

Si tratta di uno strumento che, se opportunamente concepito ed impiegato, è in grado di rianimare in tempi ragionevolmente rapidi l’economia di un territorio

Attualità
Bisceglie martedì 03 dicembre 2019
di Francesco Sinigaglia
​Il biscegliese Davide Storelli​
​Il biscegliese Davide Storelli​ © BisceglieLive.it

Il biscegliese Davide Storelli, avvocato civilista, dopo aver presentato l’ultima ricerca economico-scientifica dal titolo “Moneta e Democrazia” (2018), racconta il suo studio sulla moneta complementare.

Una moneta complementare è uno strumento che, se opportunamente concepito ed impiegato, è in grado di rianimare in tempi ragionevolmente rapidi l’economia di un territorio. La finalità principale della moneta complementare è quella di arginare l’emorragia di liquidità dal territorio amministrato verso l’esterno. In pratica, essa tende a sviluppare il cosiddetto “acquisto consapevole”, facendo prediligere ai cittadini l’acquisto dalle imprese del territorio. Ciò si realizza mediante la creazione di un circuito, al quale aderiscono le attività commerciali del territorio. L’adesione al circuito comporta l’impegno, per le imprese aderenti, di accettare la moneta complementare (nella percentuale liberamente determinata). In tal modo il cittadino, in possesso di moneta complementare, potrà spenderla solo presso le imprese aderenti, per cui tali imprese, grazie alla moneta complementare, realizzano vendite che altrimenti non avrebbero realizzato.

Storelli spiega: «Poiché il cittadino può impiegare la moneta complementare solo per una parte del prezzo di vendita, l’impiego di moneta complementare presso un esercizio del territorio comporta anche l’impiego del denaro presso quell’esercizio.

I cittadini si procurano agevolmente la moneta complementare poiché possono cedere beni o servizi (proprie competenze, tempo per assistenza, servizi di vicinato, ecc.) ottenendo in cambio moneta complementare, e così incentivando, per altro, il riuso dei beni.

Gli esercenti possono reimpiegare la moneta complementare ottenuta, mediante acquisti da fornitori aderenti al circuito. Le imprese aderenti possono ottenere da fornitori aderenti beni o servizi senza l’utilizzo del denaro o con un ridotto utilizzo del denaro, nella misura in cui il fornitore accetta di essere pagato con la moneta complementare. L’ente locale, aderendo al circuito, ha una serie di vantaggi immediati. In primo luogo può operare, al pari delle imprese aderenti, procurandosi beni e servizi con un ridotto esborso di denaro. In secondo luogo può offrire dei servizi (per esempio, autolinee urbane, parcheggi, ecc.) accettando moneta complementare, al fine di agevolarne la circolazione tra gli esercenti del territorio, in modo da migliorarne la situazione economica. In terzo luogo può remunerare i lavoratori socialmente utili pagandoli in moneta complementare (mentre i contributi vanno versati in euro), in modo da: 1) farli lavorare; 2) usufruire del servizio da loro reso; 3) indurli a fare acquisti presso gli esercizi del territorio.

Analogamente, previo specifico accordo sindacale, si può offrire ai dipendenti comunali (che fossero d’accordo) l’erogazione di una parte dello stipendio in moneta complementare, in modo da ridurre l’esborso finanziario per l’ente locale senza ridurre il potere d’acquisto dei lavoratori.

Previo accordo tra l’ente locale e la piattaforma di moneta complementare, l’ente locale non affronta costi per procurarsi la moneta complementare di cui ha bisogno. Ne consegue che può impiegarla per pagare (ancorché parzialmente), senza effettivi esborsi finanziari, i propri fornitori che dovessero accettare la moneta complementare (alla luce di opportune e specifiche previsioni delle relative gare d’appalto).

In più, sempre previa analisi di fattibilità eseguita unitamente alla piattaforma, l’ente locale può iniziare a erogare un reddito complementare in moneta locale ai cittadini residenti.

Una particolare attenzione è da dedicare agli enti no profit, magari incentivando le donazioni (in moneta complementare) a tali enti, in modo da agevolarli nella fondamentale funzione che essi svolgono, grazie al maggior potere d’acquisto che, in tal modo, essi ottengono. In pratica si persegue un rafforzamento del senso di comunità, poiché il funzionamento del circuito fa sì che l’amministrazione comunale, le attività economiche del territorio, i cittadini (sia in condizione di svantaggio che non), gli enti no profit, costituiscano gli ingranaggi di un circolo virtuoso nel quale il contributo di ciascun attore è fondamentale per il perseguimento degli scopi prefissati. In tal modo la cura del patrimonio pubblico (verde, infrastrutture, ecc.), le politiche sociali (a favore delle persone in condizione di svantaggio), la promozione del commercio locale (negozi, piccole imprese, esercizi di vicinato), vengono integrati in un progetto di ampio respiro che crea valore e si autosostiene».

Davide Storelli ha già pubblicato con Maggioli editore un volume dedicato alla preparazione per l’esame di avvocato. È stato docente per otto anni presso la Scuola Forense dell’Ordine degli avvocati di Trani, per il corso dedicato alla preparazione per l’esame di avvocato. Ha lavorato a Milano, presso lo studio Allen&Overy. Ha condotto la rubrica "Il valore della moneta" sulla web tv salvo5puntozero.tv. Ha pubblicato nel 2015, con Sovera edizioni, "Alchemy - Moneta, Valore, Rapporto tra le parti".

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