Il caso

​Didattica a distanza, i docenti della Monterisi di Bisceglie scrivono a Emiliano

Lettera aperta inoltrata anche ai docenti delle scuole superiori

Attualità
Bisceglie venerdì 08 gennaio 2021
di La Redazione
Aula scolastica
Aula scolastica © n.c.

Alla ripresa delle attività didattiche e a seguito del DPCM n 88 e dell’ordinanza n.1 del Governatore Emiliano che dispone nei punti 1-2-3-4 la riapertura delle scuole in termini contraddittori e conflittuali, i Docenti della S.S. I grado “R. Monterisi” di Bisceglie, preoccupati per il protrarsi della Didattica a distanza, hanno redatto un documento in quanto ritengono impensabile continuare nella didattica digitale integrata (ovvero parte degli alunni in presenza e parte degli alunni in collegamento) perché lesiva del diritto allo studio e della qualità del processo di insegnamento-apprendimento.

Il documento è stato inoltrato al Governatore della Puglia Michele Emiliano, ai Docenti delle Scuole Superiori di primo e secondo grado e alle Rappresentanze Sindacali del Comparto Scuola:

«Vista la situazione complessa e la scarsa considerazione dei reali problemi della scuola italiana, i Docenti firmatari del collegio sentono il dovere di esprimere il proprio dissenso a riguardo della modalità scelta per il prosieguo, anche se breve, delle attività scolastiche.

Per tutto il periodo estivo la Dirigente, lo staff dei docenti collaboratori e  il personale A.T.A. hanno messo in campo tutte le risorse per progettare orari, calendari, misurare spazi, spostare banchi, disporre piani di entrata e uscita differenziati, ubicare dispositivi di sanificazione e tutto quanto potesse essere utile ad una riapertura in sicurezza, introducendo il calendario di alternanza DDI.  Chiara e manifesta è l’intenzione di rientrare e di rimanere nella scuola in presenza, fermamente convinti dell’importanza della relazione e della fisicità, dell’incontro e della comunicazione verbale visiva e della empatia della presenza.

Ma la pandemia ha risposto in modo negativo a queste incontrovertibili priorità scolastiche e si è subito compreso come la forza del virus stesse mettendo a dura prova tutti i sistemi di contenimento disposti dalla scuola.

Pertanto, fatte salve queste considerazioni, i Docenti firmatari ritengono necessario e doveroso da parte di tutte le Istituzioni Governative (Stato e Regione) un ripensamento sulla modalità di riapertura delle scuole per garantire l’offerta didattica in modo omogeneo a tutti gli alunni.

Preso atto che i sistemi di contenimento della pandemia non hanno dato i risultati sperati e che siamo in piena seconda ondata, i Docenti firmatari chiedono una riflessione più approfondita sulla questione scuola.

Se esistono le condizioni perché si ritorni in sicurezza in classe, se si è in grado di tracciare, prevenire e contenere il contagio in modo efficace, non c’è motivo di ricorrere alla mortificante e penalizzante DDI con la relativa opzione ai genitori di richiedere la frequenza o la DAD.

Se invece la situazione epidemiologica è tale da non garantire il rispetto della salute di tutti, docenti, alunni , personale ATA e relative famiglie, se non hanno funzionato i sistemi di tracciamento, se le condizioni di una riapertura in presenza non garantiscono il diritto alla salute in generale occorre ripensare alla DAD come unica soluzione possibile per un sereno prosieguo delle attività didattiche.

Nell’attuale situazione d’emergenza ,la DDI ,decisamente peggiorativa rispetto alla DAD, è lesiva del principio costituzionale dell’uguaglianza nel diritto allo studio degli studenti, oltre che essere causa di una condizione professionalmente mortificante e improduttiva per la classe docente. La modalità a distanza si basa su principi metodologici e didattici differenti rispetto alla didattica in presenza. Pertanto è impossibile prevedere una didattica che compendi le due modalità senza penalizzare l’una a discapito dell’altra.

Pertanto, visto che la campagna vaccinale per il personale scolastico è prevista per la primavera inoltrata, sarebbe opportuno restare in DAD al 100% per un periodo lungo e significativo, evitando in questo modo l’ instabile e inaccettabile balletto di dichiarazioni di principio che non hanno sostanziale applicazione nella pratica.

Si fa presente, inoltre, che è inaccettabile che le famiglie possano scegliere il tipo di offerta didattica, nonché palesemente lesivo della dignità stessa dell’istituzione Scuola.

I Docenti firmatari chiedono con veemenza che Stato, Regione e Sindacati difendano la Scuola con provvedimenti seri e qualificanti, nel pieno rispetto del ruolo che la scuola ha nella formazione del cittadino.

I Docenti firmatari si associano ai colleghi del Liceo Tasso di Roma e del Liceo Salvemini di Bari in queste richieste:

1. Richiesta di anticipo della campagna vaccinale del personale della scuola, essendo questo il comparto che ha più sofferto le conseguenze della situazione pandemica.

2. Richiesta di una pianificazione a medio termine di tempi certi entro i quali procedere ancora con una didattica a distanza, ed oltre i quali procedere finalmente con una didattica in presenza al 100%.

3. Richiesta di coordinamento dei Docenti delle scuole di Bari, Bisceglie e province BA e BAT.

4.Richiesta di un documento ufficiale che ponga l’attenzione sul disagio professionale che queste modalità miste producono, riducendo gli insegnanti a semplici esecutori di attività di intrattenimento, e sulla assoluta contrarietà degli scriventi ad ogni forma di libertà di scelta da parte delle famiglie sulle modalità didattiche.

5) Conoscere lo stato dell’arte del “piano speciale per i trasporti scolastici in Puglia” entro tempi certi».

Firmatari del documento sono i docenti della S. S. I Grado “R. Monterisi” Bisceglie: Cecilia Gigante, Francesca Di Gioia, Rosangela Mastromarino, Valerio De Pinto, Pasqua Caccialupi, Anna Maria Giangaspero, Riccardo Gervasio, Giuseppe Lofrese, Giulia Baldini, Paola Di Cintio, Maria Rosa De Palo, Rossella Ingravalle, Lucrezia Pappagallo, Anna Cinzia Sciancalepore, Immacolata Roggio, Luciana Palumbo, Giovanni Orsini, Loredana Paparella, Domenico Ceci, Elisabetta Mastrototaro, Marina Provino, Vincenzo Mastropirro, Maria Liuzzi, Clelia Sguera, Antonio Cavallo, Mauro Altamura, Gaetana Silvana Lanzafame, Simonetta Montinaro, Filippo Asciano, Gabriella Milanese,Rossella Folco, Teresa Angarano, Salvatore Barile, Claudia Triglione, Giulio Terrone,Vito Mitoli, Antonio Cucumazzo, Anna Santilli, Nunzia Maria Cappelletti, Mariangela Dell’Orco, Valeria Sollecito, Stefania Magarelli, Romina Poli, Natalizia de Ruvo, Maria Rosaria Rutigliani, Valentina Lamanuzzi, Michela Annese, Saverio Milillo, Liliana La Forgia, Marina Provino, Luciana Maria Teresa D’Addato, Aurelia Daniela Rana, Anna Antonacci, Francesca Landriscina, Marianna de Gennaro, Domenico Bruno, Bartolomeo Damato, Rosa Naglieri, Cassiana De Candia, Anna Maria Crocetta, Vincenzo Todisco, Caterina Rigante, Daniela Catalano, Silvia Maenza, Margherita Di Vittorio, Lucrezia Laganara, Anna Maria Messina, Addolorata Bianco, Maria Grazia Ventrelli, Rosa di Benedetto Di Gioia, Maria Pia Facchini, Lucrezia Bombini, Giuseppina Farallo, Anna Lucia Terlizzi, Stefania Magarelli, Lucia Binetti, Germinario Lucrezia, Teodosio Preziosa.

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I commenti degli utenti
  • Anastasia Ciavarotti ha scritto il 09 gennaio 2021 alle 16:39 :

    La scuola non si fa da casa!!!! Non mi sembra che a scuola ci si contagi più facilmente che altrove. La DAD accresce le disuguaglianze sociali ed alleva una generazione di ignoranti automi digitali!!!!! IL POSTO DI UN INSEGNANTE È TRA I BANCHI E NON DA CASA DAVANTI AD UN PC!!!! P. S. La sottoscritta è un'insegnante!!!! Rispondi a Anastasia Ciavarotti

  • Pietro Capurso ha scritto il 08 gennaio 2021 alle 23:12 :

    Inutile inviare i commenti se poi non vengono pubblicati! Rispondi a Pietro Capurso

  • Pietro Capurso ha scritto il 08 gennaio 2021 alle 20:07 :

    La mia non vuole essere una difesa d'ufficio del governo né del governatore pugliese, ma solo la sensibilizzazione di un problema che coinvolge tutti e non di facile soluzione, come si deduce osservando la situazione sanitaria internazionale e le decisioni dei vari governanti. Buona serata! Rispondi a Pietro Capurso

  • Pietro Capurso ha scritto il 08 gennaio 2021 alle 20:02 :

    Poiché il mio precedente commento ad un certo punto si è interrotto e non si riusciva ad andare avanti, riprendo. Non a caso il governo aggiorna di volta in volta le sue decisioni sulla base dell'indice di trasmissione (rt) del contagio e di altri dati, come quelli relativi alle terapie intensive ed altro. La stessa cosa stanno facendo i governatori delle altre regioni: per questo abbiamo le zone o regioni gialle, arancioni e rosse. Perciò chi vuole mandi pure i figli a scuola, ma non si lamenti poi in caso di contagio, perché a scuola ci sono i docenti e il personale Ata, notoriamente, essendo adulti, più esposti ad un eventuale contagio, ma a casa ci sono genitori e forse nonni, ancora più a rischio. Rispondi a Pietro Capurso

  • Pietro Capurso ha scritto il 08 gennaio 2021 alle 19:46 :

    Evidentemente i docenti della "Monterisi" conoscono gli artt. 33 e 34 della Costituzione sul diritto all'istruzione, ma forse ignorano l'art. 32 della stessa, che recita testualmente: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". Ricordo altresì che se è vero che l'ideale sarebbe contemperare al meglio i due diritti, è anche vero che il diritto alla salute è prioritario rispetto al diritto all'istruzione e che in questa situazione pandemica ed emergenziale ognuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, ad ogni livello (governo, politici, governatori, docenti, famiglie, ecc.), cercando di trovare la soluzione migliore per sé e per la comunità, possibilmente senza strumentalizzazioni politiche. Rispondi a Pietro Capurso

  • Zingarelli Donato ha scritto il 08 gennaio 2021 alle 15:19 :

    La scuola, oltre che una scelta di vita, è un obbligo imprescindibile nella vita di una persona, detto ciò, ritengo che la presenza degli alunni in classe sia ineluttabile nel prosieguo dell'anno scolastico, perché li rende più attivi, presenti, "vivi", invece che trincerarsi dietro un video. Nel caso specifico della " Monterisi " non credo che la pandemia abbia causato a tutt'ora contagi a iosa. Riflettendo: non è che si chiede ciò solo per farsi vaccinare per primi a discapito di altri? Non è che questo è una buona occasione per restare a casa al caldo, tanto lo stipendio è assicurato? Con quale diritto un insegnante può gridare in faccia agli alunni dicendo che: A SCUOLA NON DOVETE VENIRE. Chissà perché, solo gli statali, di qualsiasi categoria, si pongono questi problemi. Rispondi a Zingarelli Donato