Tonio Logoluso con il Teatro delle Onde porta in scena un Gesù senza confini

"Jesus", il testo teatrale scritto dall'autore e attore biscegliese è andato in scena al Teatro Garibaldi lo scorso 13 marzo.

Cultura
Bisceglie martedì 18 marzo 2008
di Mario Lamanuzzi
© Teatro delle Onde

Per la Compagnia Teatro delle Onde la storia di Gesù Cristo è “una grande storia senza fine”. Ma il testo teatrale scritto da Tonio Logoluso “Jesus”, andato in scena al Teatro Garibaldi lo scorso 13 marzo, ha dimostrato che si tratta anche di una storia senza confini, né geografici, nè storici e né di specie.

Lo si capisce soprattutto dal primo dei due atti unici “Lo spaventapasseri”, dove gli avvenimenti evangelici sono stati fatti rivivere agli animali di una fattoria e il ruolo del Cristo viene incarnato, al di là della materia, da uno spaventapasseri inevitabilmente addobbato sullo scheletro di una croce. Un racconto composto da tanti episodi letti sul palco da Tonio Logoluso e Carmen Pignatelli alla maniera di “Pierino e il lupo” in quanto, come accade nella fantasia di Prokofiev, gli episodi vengono inframmezzati e sottolineati dalle musiche originali di Nico Arcieri, eseguite dallo stesso autore insieme ai dieci elementi dell’orchestra “Terraconfine”, diretta da Michele Lorusso.

Musica e testo si fondono meravigliosamente grazie al talento indiscutibile dei rispettivi autori. Risultato eccellente dunque raggiunto nel primo atto, col supporto fondamentale di tutta la squadra presente sul palco; il direttore d’orchestra Michele Lorusso, l’attrice Carmen Pignatelli, i musicisti dell’orchestra: tutti bravissimi.
Il secondo atto “Perché mi hai abbandonato” vede invece una grande prova di attore di Tonio Logoluso, con un monologo che dimentica il Cristo consegnatosi alla “volontà del Padre”, per focalizzare un uomo che vuole, anzi pretende (il ripetuto e ossessivo “me lo devi” del testo), risposte sul senso della propria storia terrena.

“Jesus” sta girando in questi giorni i teatri della Puglia e ovunque sta riscuotendo grandi e meritati consensi.

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