Il caso

«Lasciano a terra le nostre ciliegie e ci invadono di prodotti stranieri»

L'intervento della Coldiretti che attacca la grande distribuzione che rifiuta l'ortofrutta pugliese per mancanza di certificazione

Cronaca
Bisceglie venerdì 29 aprile 2016
di La Redazione
Ciliegie
Ciliegie © n.c.

“Grande scelta di prodotti ortofrutticoli comunitari ed extracomunitari sui banchi degli ipermercati pugliesi. Stamani abbiamo acquistato uva indiana, pesche, insalate e nespole spagnole, clementine e fagiolini del Marocco. Ci chiediamo se siano più fidati in termini di sicurezza alimentare ed eticità dei rapporti di lavoro i prodotti indiani e marocchini che quelli pugliesi".

E’ il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, ad elencare i prodotti stranieri venduti sui banchi delgli ipermercati pugliesi, proprio nelle ore in cui si stanno rifiutando di ritirare ciliegie pugliesi in mancanza dell’adesione volontaria alla 'Rete del Lavoro agricolo di qualità’.

"Nella settimana dall’11 al 17 aprile - insiste - il fatturato della GDO è tornato a scendere soprattutto al Sud, con il tonfo dell’1,89% segnato anche in Puglia secondo i dati Nielsen. Evidentemente le politiche esterofile attuate sinora non sono riuscite a stimolare adeguatamente i consumi, nonostante le ‘offerte’ di prodotti civetta. L’enorme quantitativo di prodotto proveniente dall’estero ha trovato molto spazio sui banchi delle catene della grande distribuzione organizzata ed essendo ormai gli ipermercati il veicolo maggiore di commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli, sono determinanti nella formazione del prezzo del prodotto agricolo dal campo alla tavola”. 

Crollo dei consumi, forbice dei prezzi dal campo alla tavola letteralmente dilatata, invasione di prodotti dall’estero. Sono in sintesi gli elementi che hanno contribuito a determinare una drastica battuta d’arresto delle vendite dell’ortofrutta pugliese.

“Gli ipermercati lasciano a terra le ciliegie pugliesi con la scusa che i produttori non hanno la certificazione etica che è su base volontaria – incalza Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – e acquistano prodotto da Paesi extracomunitari, che nulla possono garantire in termini proprio di eticità nei rapporti di lavoro. Aspettiamo che il Prefetto di Bari ci convochi per sollecitare la sburocratizzazione della richiesta di adesione e approfondire al contempo i meccanismi speculativi che sono evidentemente alla base dei mancati ritiri di ciliegie proprio nei giorni in cui sta partendo la campagna. Chiederemo al Prefetto che controlli che sotto l’algido scudo della lotta al caporalato non si celino bieche manovre per allungare i tempi e far partire le quotazioni ad avvio dei contratti con la grande distribuzione il 29 aprile prossimo”. 

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Bruno montaina ha scritto il 28 giugno 2016 alle 23:42 :

    Datevi da fare in fretta, io voglio prodotti agricoli italiani, se producete eticamente dimostratelo, ma sbrigatevi.... Rispondi a Bruno montaina

  • Andrea priori ha scritto il 27 giugno 2016 alle 11:28 :

    Mandatele a Roma le vendiamo noi che siamo rimasti in pochi italiani Rispondi a Andrea priori

  • Alessandro Sbressa ha scritto il 18 maggio 2016 alle 18:06 :

    L’importazione verso i paesi esteri è necessaria data la richiesta del prodotto da parte del consumatore e le cultivar estere precoci danno modo di soddisfarle. Bisceglie si è svegliato di buon ora, il clima è stato buono in tutto il mondo, esiste più prodotto che consumo. La colpa in questo, va in parte alla grande distribuzione che alimenta questo schifo, e al consumatore mediocre che non guarda ciò che mangia. Eliminati questi due problemi nessuno ci farebbe più caso, anzi, la frutta non basterebbe. Rispondi a Alessandro Sbressa

  • Piero ha scritto il 05 maggio 2016 alle 16:04 :

    Ma come mai le imprese agricole non lo sapevano? Penso che sia colpa anche vostra Rispondi a Piero

  • Clara ha scritto il 04 maggio 2016 alle 08:30 :

    Non comprate più frutta e verdura nei supermercati! Perché dovete alimentare sto schifo, io lo fatto, prendo tutto da una azienda agricola della mia zona che vende prodotti suoi e di altre regioni ma tutto rigorosamente ITALIANO, molte cose le coltivano loro, poi ha prodotti dal lazio, dalla puglia, calabria ecc.....ne sono più che soddisfatta, la versura si mantiene e non si infracia già dopo un’ora da quando la compri (mentre mi succedeva con la verdura dei supermercati) e soprattutto son coltivate come si deve, non trovi pasticche strane nell’insalata (e si mi è successo anche questo, una pianta di insalata comprata in un supermercato e in frigo in una notte mi è raddoppiata di volume e in mezzo ho trovato una pasticca) sono saporite e soprattutto così gira la NOSTRA economia e non quella estera. Rispondi a Clara

    Andrea priori ha scritto il 27 giugno 2016 alle 11:31 :

    Brava Clara tutti dovrebbero fare così invece comprano dagli stranieri . Rispondi a Andrea priori