Moda e arte

I vestiti per curare l’anima ed il pianeta. Un’autodemolizione di Bisceglie set di moda

Tutte le foto del regista Andres Maldonado scattate presso i Fratelli Ferrucci

Attualità
Bisceglie venerdì 07 giugno 2013
di La Redazione
Moda nell'autodemolizione Fratelli Ferrucci
Moda nell'autodemolizione Fratelli Ferrucci © n.c.

Si chiama “Clotherapy”, terapia del vestire, la nuova linea di moda "Nana 'e 'el" lanciata dalla giovane stilista Ivana Pantaleo, l'altra sera ospite della trasmissione "Porta a porta" condotta da Bruno Vespa. Ogni abito, infatti, non manifesta solo la bellezza esteriore. Deve, invece, avere un significato molto più profondo. Deve rappresentare chi lo indossa e, soprattutto, conciliarsi con il mondo circostante.

E il nuovo mondo non potrà che essere "bio". Il termine sta ad indicare la compatibilità ambientale, la valorizzazione dei tessuti naturali, l'utilizzo dei colori rigorosamente non inquinanti. Insomma, un modo di essere, non solo di avere.

Ed anche la presentazione di questa nuova collezione doveva, chiaramente, indurre ad una riflessione: il nuovo mondo deve ripartire dalle macerie del vecchio. E quale location migliore di un cimitero delle auto, simbolo dell'era del consumo e della possibilità di ricominciare riutilizzando ciò che si è scartato? 

Proprio così, un'autodemolizione, quella dei Fratelli Ferrucci di Bisceglie, è diventata il set ideale per gli scatti del noto regista Andres Maldonado, che è di casa nella Bat per aver girato a Trani il film "Bastardi".

«In un momento storico in cui ogni giorno dobbiamo fare sempre di più i conti con la natura che si ribella - hanno sottolineato gli organizzatori del set fotografico -, non possiamo non considerare ogni aspetto della nostra società, in funzione di un cambiamento vitale per la natura e quindi per noi stessi. È per questo che la base di questa collezione sta nella scelta dei tessuti e dei colori, tutti biologici, ecologici e naturali. Tessuti come lino, seta, cotone e canapa biologici, cioè prodotti rispettando la natura, senza l’utilizzo di sostanze tossiche dalla coltivazione alla produzione. La seta inoltre è di quella “non violenta”, cioè senza uccidere il baco e nella cui lavorazione si aspetta che sia il baco stesso a lasciare il bozzolo per continuare il suo percorso di vita come farfalla».

E come tacere dei colori: «La ricerca - spiegano - è rivolta non solo alla qualità del tessuto, non solo al tipo di colore utilizzato, ma anche a quale colore viene utilizzato. Secondo i principi della cromoterapia, ogni colore emette una vibrazione diversa, queste vibrazioni in contatto con il nostro corpo influenzano la nostra aura, cioè la nostra energia. Generalmente scegliamo un colore perché è la moda a proporne per ogni stagione uno o l'altro e noi siamo quasi costretti nelle nostre scelte, al di là di quello di cui avremmo veramente bisogno».

E se tutto questo non bastasse, lasciamoci condurre dagli occhi. Come ignorare la bellezza che ne vien fuori?

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