Prodotti ittici

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Mariella Nanna
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L'attività peschereccia è sempre stata di fondamentale importanza per l'economia biscegliese. Florida nei primi tempi del periodo borbonico, più tardi decadde progressivamente. Solo dopo la prima guerra mondiale si ebbe un nuovo risveglio, caratterizzato dalla fervida attività dei marinai. Dopo un decennio dallo scoppio del secondo conflitto, stroncata la pesca di frodo e modernizzata l'attrezzatura delle barche, l'industria ittica, pur non disponendo di mezzi idonei alla grande pesca, era in ripresa.

Nel 1980 la flotta peschereccia contava 120 barche a remi, 50 motobarche, 38 pescherecci, con circa 800 uomini d'equipaggio. Negli anni '90 numerose imbarcazioni d'altura, dedite in particolare alla pesca del pesce azzurro, furono attraccate nei porti di Termoli, Ortona, Vasto, Giulianova, in quanto la zona marina pugliese, a differenza di quella marchigiana, era diventata meno pescosa, nonostante i provvedimenti di fermo biologico per il ripopolamento della fauna ittica. Nel 2002 la flotta peschereccia di Bisceglie contava 37 motopesca (che effettuano la pesca a strascico col sistema detto “volante” o a “circuizione”), 18 motobarche, 4 barche a remi con le reti da posta: un numero molto ridimensionato dunque rispetto agli anni precedenti. Sono anche diminuiti gli equipaggi partecipanti al ciclo produttivo della pesca: 200 persone naviganti ed altre 70 impiegate per attività sussidiarie a terra.

Nel porto è in funzione dal 1950 un mercato ittico , ubicato in un immobile di proprietà comunale gestito da terzi in via Nazario Saurio. Tuttavia gran parte del pescato viene avviato direttamente ai centri di distribuzione a cura dei proprietari-intermediari per mezzo di camion frigoriferi.

Nel 2002 la produzione ittica biscegliese si è attestata su un totale di 5.981.394,5 kg per un volume di affari pari a circa 4.416.411,27 euro. Inoltre nell'impianto di maricoltura offshore, ubicato ad un miglio dalla costa biscegliese e formato da tre piattaforme galleggianti (impiantate nel '96 e naufragate per varie cause nel 2002), sono stati trattati circa 83.074 kg di orate e 168.305 kg di spigole. La produzione ittica ha subito un dimezzamento nel 2003 con un sensibile crollo del fatturato.

A Bisceglie sono presenti tre sodalizi di pescatori: la cooperativa Piccola Pesca “Domenico Di Pilato”, fondata nel 1935; la cooperativa fra Caratisti e Proprietari di motopesca risalente al 1959; l'associazione Armatori Liberi “Nuova Europa”, costituita nel 1994. Tuttavia il numero dei pescatori è in continua diminuzione. I discendenti di quella che fu la gloriosa classe di armatori biscegliesi preferiscono oggi altre professioni, meno pericolose e più sicure.

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