Clima e Territorio

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Mariella Nanna
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Il territorio biscegliese, come quello pugliese in generale, è caratterizzato dall'alternanza di inverni miti e piovosi e di estati calde e torride con precipitazioni limitate, ma quasi mai assenti. La temperatura media annua è di 16°C . È dunque un'area di transizione tra la zona sub-umida e quella sub-arida.

I venti sono variabili con predominanza di quello grecale da nord-est, che apporta aria secca e fresca, e di quelli occidentali, che portano pioggia. In estate i venti di scirocco, provenienti da sud-est, e quelli di libeccio, provenienti da sud-ovest, portano aria calda e secca. In inverno frequenti sono i venti di maestrale, provenienti da nord, che abbassano di parecchio le temperature.

La struttura geologica del territorio è rappresentata da formazioni rocciose risalenti al cretaceo (era mesozoica), da terreno alluvionale particolarmente fertile, da terreno sabbioso e terra rossa su tufi calcarei. Il rilievo del suolo presenta disomogeneità, con lievi ondulazioni , dette “matine” (Matinella, Matina degli Staffi, Matina Frisari, Matina Tafuri ecc.), intervallate da innumerevoli lame (Lama Paterno, Lama di Fondo Noce, Lama di Macina, Lama dell'Aglio), antichi greti di torrenti che sfociavano in mare, sede fin da epoca preistorica di insediamenti umani.

Particolare importanza riveste nel territorio il fenomeno del carsismo , dovuto alla presenza di terreni calcarei, porosi e permeabili, i quali fanno sì che l'idrografia superficiale sia pressoché inesistente e che invece si formi una ricca falda sotterranea, che può spingersi fino a 400 m sotto il livello del mare. Il carsismo è all'origine di diverse cavità naturali, che in epoca preistorica hanno consentito l'insediamento dell'uomo. Fra queste cavità, la più grande è la grotta di S. Croce , che ha un ingresso largo circa 12 m e alto 11 m ed una profondità di circa 100 m.

Nell'agro biscegliese si riscontra la presenza di antichi villaggi ormai abbandonati, detti “ casali ”, che cominciarono a formarsi durante l'età imperiale. Questi erano costituiti da un casamento fortificato cinto da mura, da un cortile centrale e una chiesa con cimitero adiacente. Verso l'inizio dell'XI sec., quando sulla costa cominciarono a costituirsi agglomerati urbani, gli abitanti dei casali, esasperati dalle frequenti incursioni saracene, preferirono trasferirsi nei nuovi centri cittadini, determinando la crisi e l'abbandono dei casali. Nove erano secondo la tradizione i casali dell'agro: Giano, Pacciano, Sagina, Zappino, S. Nicola, Cirignano, Salandro, S. Stefano, S. Andrea.

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