di Antonio Musci
È uno spettacolo da terzo mondo quello che si presenta alla vista e soprattutto all’olfatto dei malcapitati passanti o, peggio ancora, residenti nel tratto iniziale di Corso Umberto, nelle vicinanze della cosiddetta “piazza del pesce”.
All’orario di chiusura pomeridiana del mercato, verso le ore 13.00, a seguito delle operazioni di pulizia, si assiste in quella zona alla formazione di un rigagnolo di acqua putrida e maleodorante che scorre indisturbato fino all’incrocio con Pendio Misericordia, incanalandosi nelle fenditure dell’asfalto a ridosso dei marciapiedi. In quel tratto di strada si formano delle pozzanghere dall’aspetto rivoltante che ristagnano sotto il sole estivo emanando per tutto il giorno un fetore nauseabondo di pesce ammuffito.
Per i turisti che si fossero persi lo spettacolo diurno è possibile assistere alla replica serale, intorno alle ore 20.00, ora di chiusura del mercato: il fetore è assicurato anche per tutta la notte fino al mattino seguente.
Si tratta, se vogliamo essere meno lirici e più prosaici di una vera e propria fogna a cielo aperto in pieno centro cittadino, uno spettacolo indecoroso oltre che uno scorcio davvero poco “balneare” per una città che, nei proclami televisivi dei suoi amministratori, rivendica con enfasi la vocazione turistica.
Quel che è peggio è che il suddetto mercato è stato oggetto di un recentissimo restauro, che evidentemente non è riuscito a risolvere l’annoso problema dell’igiene pubblica in quella zona.
Dato che all’origine del prodigioso zampillare del ruscello delle meraviglie vi sono proprio le operazioni di pulizia con l’utilizzo di idranti che interessano le due vie che delimitano lateralmente la piazza, credo, da assoluto profano in materia, che attraverso l’installazione di grate con un sistema di raccolta delle acque reflue nel punto in cui le suddette vie convergono nel tronco principale di corso Umberto, si sarebbe potuto risolvere facilmente il problema.
Pertanto, credendo di interpretare il disagio dei molti cittadini biscegliesi che risiedono in quella zona e che pagano regolarmente la TARSU, chiedo al sindaco di porre al più presto rimedio ad una situazione a dir poco intollerabile per l’igiene pubblica, oltre che per il senso civico dell’intera comunità cittadina.