di Alfredo Logoluso
Non servirebbe considerarsi sostenitori di destra, militanti di sinistra, o partitari di centro, per sapere che la cantierizzazione ridondante di uno svincolo autostradale sulla A14 in territorio di Bisceglie sarebbe soltanto l'ennesima procurata forzatura di ruspe e bitumiere fine a se stessa, non solo inutile e costosa, ma anche dannosa.
Immancabili contorni di chiacchiere e sproloqui, che sembrano echeggiare dalla propaganda consumistica dell'Italietta di mezzo secolo fa, si sentono lodare il prospettato casello come uno "status symbol" imbiancato, presuntamente "buono per l'immagine", persino "per il prestigio" e, ripetendo a pappagallo senza minima cognizione di causa, per lo "sviluppo" (?) e la "crescita" (?) di Bisceglie o il "bene" (?) dei suoi sempre più astratti, distratti e bistrattati abitanti.
Non dovrebbe essere necessario interrogarsi su come questa sceneggiata sia campata in aria, prima che ridicola e controproducente: per il territorio, per la salute, per le casse comunali. Ovvero le stesse tasche dei cittadini, che si pensa di alleggerire prima e ipotecare poi tramite clausole "assicurative" a carico pubblico e copertura di un aleatorio, ma comunque senza rischi, lucro autostradale privato. Se infatti, come prevedibile o già noto, non ci sarà un flusso monetario sufficiente di pedaggi sull'aggiunto casello (abnorme anche perchè terzo su di un tratto di soli 14 km), il Comune di Bisceglie dovrà rimetterci per contratto e per sempre le spese manutentive e gestionali dell'inutile "infrastruttura".
Ben altri sono nel 2010 gli indicatori di modernità, maturità, progresso, intelligenza, prestigio e sana economia di una comunità civile: in pratica, l'esatto contrario della tendenza (doppiamente fallimentare) a iatture come il traffico pluriinquinante e cancerogeno, la perdita di altro territorio sommerso da cemento e asfalto, la distruzione ulteriore di quanto vi rimanga di naturale, originale, caratteristico, identitario. In aggiunta e infatti, i cantieri dello svincolo cancellerebbero anche un raro sito archeologico superstite: l'area cultuale preistorica di Via Stradelle, coeva ai dolmen (l'altra di Strada Abazia fu distrutta abusivamente nel 2006).
Oggi è assurdo, persino tra ignoranti, continuare a perseguire la deleteria idiozia che modernità e "prestigio" di una società, di una popolazione o di una città, possano misurarsi dall'aumento dell'asfalto e dell'inquinamento con tutti i danni che ne conseguono: all'esatto opposto, benessere e civiltà si misurano anzi dalla conversione di un sistema sbagliato e insostenibile, dalla implementazione dei "fermi-macchina" e dal ridimensionamento economico dei flussi veicolari motorizzati, dalla riduzione dei consumi automobilistici a favore di mezzi non inquinanti, dalla incentivazione di mobilità alternativa privata e pubblica, dall'integrazione del decongestionamento viario con reti di trasporto ecologico sia urbano che extraurbano e di lunga percorrenza.
Ugualmente campata in aria la presunta equazione: "casello autostradale" uguale "crescita del turismo", specialmente a Bisceglie dove qualsiasi turista (sempre sparuto grazie all'inesistente o sballata "politica" locale nel settore come in questo caso) volendo usare l'automobile, non ha (nè ha mai avuto) alcun problema giungendo dalla parte di Trani o Molfetta o dalla immediata superstrada SS16 in ogni punto, piuttosto che dalle provinciali di Corato o Ruvo. Quest'ultima SP 86 Bisceglie-Ruvo, sulla quale si prevede lo svincolo con la A14, essendo limitata e sinuosa perchè ricalcante un'antica via campestre, permetterebbe soltanto traffico automobilistico, in quanto non transitabile ai mezzi maggiori, come pullman turistici o autocarri commerciali di ogni tipo, anche entro i 40 quintali, per non dire maggiori, autosnodati e autoarticolati.
Per questo poi si vorranno produrre ulteriori stravolgimenti sulla provinciale e terreni attigui, come per l'altro raccordo su Via Stradelle rovinando ancora illecitamente la "tutelata" Lama Santa Croce, speculando sugli ampliamenti presuntamente "necessari" al superfluo e inutile casello senza traffico, aggiungendo manomissione e solito spreco allo spreco e saccheggio di denaro pubblico mal "pilotato", che servirebbe molto più altrove. Il risultato è che saranno sconvolte diecine di ettari dell'agro (intorno alla ex-cava-discarica-ippodromo inquisito locale) estirpando uliveti anche secolari e altre colture da espropriare pure in area di salvaguardia del Piano paesaggistico regionale. Infatti sarebbero circa un centinaio i proprietari dei 78 terreni in previsione di esproprio, provocando agli stessi perdite sino a oltre l'80 per cento dei capitali investiti in agricoltura, tenendo conto dell'inflazione, al fine paradossale di sprecare denaro pubblico in qualcosa di totalmente inutile per la città e dannoso per territorio e cittadini, a unico vantaggio pecuniario per i "favoriti" d'appalto e relativi "sponsor" di turno.
Di ben altro avrebbe bisogno Bisceglie per attrarre turismo e benessere, e di tutto tranne che un casello insensato stile 1960, come non sembra capirsi ancora nel 2010, dopo 50 anni di ottusi sfasci ambientali ed economici all'italiana.
Banalmente: la superstrada SS16 di grande comunicazione a quattro corsie, "nuova" perchè fatta "apposta" dopo la A14 per servire direttamente la fascia costiera e le locali città sul mare (ovvero chilometri più vicina rispetto all'autostrada) con ben 4 uscite immediate e gratuite su Bisceglie (più una quinta a Bisceglie-est verso Molfetta), è molto più utilizzata della A14 (anche perchè non si paga): per vederlo, basterebbe contare i passaggi di veicoli in 5 minuti successivi di un giorno qualunque in punti qualsiasi fra Trani e Molfetta sia sull'autostrada che sulla superstrada (per non dire che gli stessi caselli autostradali di Trani e Molfetta, per identici motivi, sono in passivo economico da anni, sebbene i rispettivi Comuni non ci rimettano soldi, non avendo sottoscritto avventati contratti). Persino gli eccessivi incidenti e morti in più sulla ugualmente ampia SS16 rispetto alla A14 stanno da anni a indicare dove si svolge in prevalenza e preferenza ogni tipo di traffico nella zona, dal commerciale al turistico.
Infine, tra le barzellette sul tema, c'è quella che il previsto casello "servirebbe" a collegare Bisceglie con il costruendo porto di Molfetta. Si dovrebbe ridere perchè metà dei progetti sul porto di Molfetta non riguardano il bacino, ma gli svincoli e collegamenti stradali diretti, tra l'area portuale e la rete viaria locale: quale eccentrico o "bevuto" autotrasportatore o camionista o generico viaggiatore autostradale (a parte il non poterlo fare per inagibilità della rotabile ai mezzi pesanti) userebbe mai in entrata o in uscita per il porto di Molfetta uno svincolo su via Ruvo a oltre 10 chilometri di distanza? E se pure questo si facesse, cosa ne otterrebbe mai Bisceglie a parte chilometri di bitume sul proprio agro produttivo e un aumento di tumori tra la sua gente?
Chissà se i Biscegliesi vorranno appena rendersi conto di come quest'altra prevista "opera" non solo inutile e costosa, ma soprattutto deleteria, o specchietto per allodole rappresentativo di una penosa "politica" all'italiana (poco fa pure pre-elettorale), piuttosto che l'ennesimo errore, non sia altro (se non peggio) che l'ennesima assurdità.