di Mario Lamanuzzi
Il centrosinistra di Bisceglie ritrova il suo popolo. Lo fa grazie al comizio di Nichi Vendola in una piazza stracolma come non si vedeva dal periodo d’oro di Franco Napoletano sindaco.
Il governatore uscente della Regione Puglia fa tappa a Bisceglie nel suo massacrante tour elettorale. Fa un salto alla sede della Fabbrica di Nichi in via Ottavio Tupputi e si complimenta con i ragazzi per l’impegno e l’entusiasmo che ci stanno mettendo nella campagna elettorale. In un rapido corteo fino a piazza Vittorio Emanuele, arriva al palco atteso dai candidati biscegliesi del centrosinistra e da migliaia di persone. Lo introduce Sara, una bambina di 7 anni, figlia di un operatore delle ex Case di Cura Riunite, che dopo un lungo periodo di mobilità viene integrato nel servizio sanitario regionale. È il segno tangibile di una inversione di tendenza attuata per la moltitudine di lavoratori (impegnati in vari servizi come i forestali, gli irrigui, gli operatori del 118) stabilizzati dalla Regione Puglia e per i quali il valore della famiglia diventa non l’enunciazione di uno slogan ma un tema reale di prospettiva serena nel cammino verso il futuro cancellando ogni angoscia legata ad un’esistenza di precariato.
Parla anche Giovanni Papagni, a nome della Fabbrica di Nichi, il laboratorio di idee e iniziative che sta accompagnando la campagna elettorale in tutti i Comuni pugliesi e che a Bisceglie –dice Papagni- sta cercando di far riprendere a giovani e cittadini il protagonismo e l’impegno in politica, organizzandoli dal basso e al di fuori dei partiti tradizionali.
Nichi Vendola apre il suo lungo discorso con quello che definisce un “angolo sgradevole” verso la solita tiritera della Casa Divina Provvidenza, buona da brandire in tutte le campagne elettorali. «Se devo dare delle risposte sulla Casa della Divina Provvidenza –dice il presidente- io sono disponibile ad accompagnare il processo di riconversione, ma suore e management devono essere chiari su come spendono i soldi pubblici. Non vado lì a fare visite elettorali. Sono stato lì quando c’erano gli scandali dei pazienti legati a letto e quando volevano licenziare centinaia di dipendenti. Quei dipendenti puntualmente strumentalizzati ad ogni campagna elettorale dall’ex consigliere regionale vostro concittadino Silvestris».
Nichi Vendola affronta anche i temi nazionali e parla della malattia del berlusconismo che ha attinto il Paese, un gigantesco reality che ha portato milioni di persone ad interessarsi solo di se stessi, del proprio muscolo o del proprio misero interesse. Ma il reality ad un certo punto svanisce e rimane la realtà svelando cosa c’è dietro le false rappresentazioni del governo nazionale: la monnezza della Campania ricompare perché spostata e nascosta alle telecamere in siti militari, la ricostruzione in Abruzzo che altro non era che l’avvio del business sporco dei prefabbricati, sul quale i protagonisti ridevano all’idea dei grandi guadagni sin dalla notte del terremoto. Ma le rappresentazioni che nascondono dure realtà continuano anche in tema di scuola, quando si evocano maestri unici, grembiulini e voti in condotta, per oscurare i tagli al personale precario della scuola che danno il risultato di classi sovraffollate e con bambini trascurati nel momento decisivo della formazione e dell’istruzione.
Il Paese del presidente Vendola vorrebbe seguire invece gli esempi di governo e cultura della sua Puglia. A partire dalla questione morale, lì dove l’ex vicepresidente Frisullo, arrestato venerdì scorso, fu fatto dimettere un anno fa alle prime notizie di un suo coinvolgimento negli scandali. Stile e sensibilità diverse, se si pensa che il collega Formigoni in Lombardia aveva attaccato la magistratura per l’arresto di un suo assessore, salvo vedere ammettere le proprie responsabilità da parte dello stesso arrestato e concludere con una pena in patteggiamento. Massimo rispetto per il lavoro della magistratura dunque anche –ricorda il presidente- quando richiede al Parlamento l’arresto di Raffaele Fitto, quest’ultimo salvato dal diniego dei colleghi onorevoli per l’autorizzazione a procedere.
La Puglia che è cresciuta ed è diventata una regione importante rispetto a quella trovata nel 2005 viene raccontata attraverso numerosi aneddoti e non solo cifre incontestabili, come l’aumento in controtendenza rispetto al dato nazionale delle presenze turistiche. Gli aneddoti sulle notti bianche, secondo il centrodestra uno spreco di denaro pubblico, che però hanno portato soldi alle attività ricettive e che vengono immediatamente confrontate con l’opera di promozione che faceva il governo Fitto e Palese quando i fondi dell’Unione Europea venivano spesi per acquistare inutili spazi pubblicitari all’interno dello stesso territorio regionale. Aneddoti anche sulla crescita culturale con il Cineporto a Bari e a Lecce in cui si producono centinaia di film e che hanno dato la possibilità a giovani che svolgono arti e mestieri legati all’industria cinematografica di lavorare nella propria terra.
Infine, l’aneddoto che illustra perfettamente la portata di un provvedimento regionale come quello di aver acquistato diecimila computer per altrettanti ragazzi diversamente abili. Un genitore racconta di come il proprio figlio, grazie a quel computer ha potuto affacciarsi sul mondo e stringere finalmente relazioni fino a trovare la cosa più importante della vita di ognuno, l’amore. «In quel momento ho sentito il brivido del potere –commenta Vendola-. Il potere di cambiare in meglio la vita delle persone. Restiamo uniti per continuare ad esercitare questo potere verso chi spera in una vita migliore».
La conclusione e l'augurio finale è affidata alla poesia, utilizzata anche per canzonare chi lo apostrofa come "poeta" per sminuire la sua persona. La poesia degli angeli con una sola ala che per volare hanno bisogno di restare abbracciati. "Buon volo" è l'augurio. Subito accolto dallo stesso palco che libera i palloncini in segno di un nuovo decollo.