Il caso

"La maledizione" dell'appalto dei rifiuti di Bisceglie

La situazione alla vigilia del Consiglio comunale monotematico

Cronaca
Bisceglie lunedì 16 aprile 2018
di La Redazione
Rifiuti in via Seminario
Rifiuti in via Seminario © n.c.

Definirlo come un “appalto tormentato” potrebbe sembrare addirittura riduttivo: il caso della gara per l’affidamento del servizio di igiene della città di Bisceglie potrebbe addirittura essere studiato come caso di scuola per comprendere tutte le “casistiche” possibili di cosa può andare storto prima, durante e dopo una gara d’appalto pubblico.

Sembra quasi che il Comune sia stato vittima di un autentico sortilegio. Ricapitoliamo la vicenda per capire il perché.

Alla gara bandita dal Comune di Bisceglie per l’affidamento del servizio di igiene ed in particolare della raccolta differenziata hanno partecipato quattro società: la Camassambiente, il Consorzio Ambiente 2.0, la Sangalli e la Tecknoservice.

Ebbene: la vincitrice della gara è la Camassambiente che, però, in pochi mesi si ritrova una serie di contestazioni sull’applicazione del servizio da parte dello stesso Comune, che ne contesta in toto l’efficacia andando addirittura alla risoluzione del contratto, proprio negli stessi giorni in cui il Prefetto di Bari le notifica una interdittiva che la mette definitivamente fuorigioco.

Subentra Ambiente 2.0 che, a fronte di risultati eccellenti dal punto di vista della raccolta differenziata che proiettano la città nell’olimpo dei comuni virtuosi di Puglia, si ritrova una contestazione di legittimità degli atti mossa dalla Sangalli (terza classificata) che viene accolta dai giudici della magistratura amministrativa. Risultato: Ambiente 2.0 deve lasciare il posto proprio alla Sangalli.

La vicenda, proprio in queste ore, è al centro di un confronto interno all’amministrazione comunale per decidere il da farsi. O meglio, decidere quando questo passaggio dovrà avvenire, dando attuazione alle disposizioni del Consiglio di Stato.

Ma, mentre la Sangalli tratta con il Comune le modalità del subentro, entra in scena la quarta classificata: la Tecknoservice che fa sapere informalmente di essere interessata a subentrare al servizio, contestando la legittimità della posizione della Sangalli. Ma la “maledizione dell’appalto biscegliese” colpisce ancora. Nelle stesse ore, infatti, anche la Teknoservice finisce col perdere un ricorso davanti ai giudici del Tar per una gara in Campania con i magistrati che le contestano ciò che è accaduto in Puglia ed in particolare a San Giorgio Jonico, a due passi da Taranto.

Insomma, al tirar delle somme, la morale che si può trarre è che chiunque abbia a che fare con l’affidamento del servizio di igiene a Bisceglie finisce per ritrovarsi coinvolto in vicende a dir poco complicate.

E siccome non c’è mai un danno senza la beffa, ecco che il Comune potrebbe ritrovarsi a dover pagare centinaia di migliaia di euro di risarcimento danni (che tutte le società coinvolte hanno minacciato), senza neanche avere un gestore su cui contare per la sistemazione finale del servizio.

Peggio di così…

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