L'intervento

Casa Divina Provvidenza, la Uil: Cambiano i protagonisti, restano gli stessi vizi

La nota del Sindacato che chiede di affrontare il problema degli infermieri i cui contratti scadono il 30 settembre

Cronaca
Bisceglie domenica 17 settembre 2017
di La Redazione
Casa divina Provvidenza Bisceglie
Casa divina Provvidenza Bisceglie © n.c.

«La Segreteria Aziendale Uil Fpl della Casa Divina Provvidenza nonostante il tentativo di instaurare un dialogo civile fatto di domande e soprattutto risposte con il nuovo datore di lavoro su problemi della massima urgenza riguardanti il personale precario, con grande rammarico è costretta a constatare che anche questa nuova Proprietà come la scorsa gestione (Amministrazione Commissariale) si trincea dietro il silenzio».

E' quanto si legge nella nota diffusa da Rossano Sasso e Onofrio Ambrosino, a nome della stessa organizzazione sindacale.

«Questa segreteria sindacale - proseguono - chiedeva un incontro urgente mirato a risolvere definitivamente il problema del personale precario: come ben noto molti infermieri in data 30 settembre raggiungerebbero il limite massimo di 36 mesi previsti dall’attuale Job’s Act per cui si ritroverebbero dopo circa cinque anni (considerando l’esperienza lavorativa subordinata alla COOP) a dover rinunciare forse all’unica possibilità di realizzare il loro futuro, nonostante tutta la professionalità ed umanità messa a disposizione dei pazienti.

La nostra “SUPPLICA” - insistono - trova fondamento soprattutto dopo aver appreso dai mass media della presentazione di un progetto innovativo da parte della Casa Divina Provvidenza di far nascere una nuova U.O. con ulteriori 20 posti letto mirata alla cura dei disturbi comportamentali alimentari. La scrivente a malincuore, non può sottrarsi dal prendere le distanze da chi tramite un social network e diverse testate giornalistiche dichiara che: “all’interno della Casa Divina provvidenza esistono due tipi di organizzazioni sindacali: gli Operatori Socio Sanitari che lavorano e gli Osservatori Socio Sanitari ovvero quelli che osservano gli altri lavorare al posto loro”. Va ricordato a chi afferma ciò che dal 2004 al 2012 vi è stata la perdita di circa 1200 lavoratori, gli unici a pagare con il proprio posto di lavoro tutte le malefatte delle gestioni che si sono avvicendate in quegli anni, inoltre nei periodi in cui non vi era l’erogazione degli stipendi questi operatori erano sempre e comunque dediti al loro impiego.

La cosa che più ci rattrista che un’Azienda seria mirata alla crescita ed all’espansione possa creare una disparità tra le figure professionali puntando il dito su una sola categoria di lavoratori. Questa organizzazione sindacale - concludono - chiede pubblicamente un’incontro volto alla risoluzione delle suddette problematiche ed auspica, dopo questo inizio sordo l’instaurarsi di una collaborazione basata sull’EQUITÁ e la SERIETÁ mirati a creare un contesto sereno, ormai smarrito da tempo, per tutti i lavoratori.

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