L'iniziativa

«La libertà è troppo preziosa. Le Sentinelle di Bisceglie si alzano in piedi»

Il 26 marzo veglia in piazza San Francesco

Cronaca
Bisceglie sabato 18 marzo 2017
di La Redazione
Le Sentinelle in Piedi a Bisceglie - archivio © n.c.

«Nel 2013 anche grazie alle veglie delle Sentinelle in Piedi è stato bloccato l’iter del Ddl Scalfarotto che di fatto si proponeva di istituire il reato d’opinione per chiunque esprimesse un pensiero non allineato al potere in tema di famiglia e sessualità. Oggi, quattro anni dopo, il pericolo dittatura si ripresenta in una veste ancor più pericolosa perché riguarda la libertà di esprimersi a 360 gradi».

E' quanto si legge nella nota diffusa dalle "Sentinelle in piedi" di Bisceglie.

«Di nuovo - prosegue la nota - assistiamo a un tentativo di introdurre il reato d'opinione questa volta con la scusa di voler punire chi diffonde notizie false. Il DDL s2688 (XVII legislatura) sulle cosiddette fake news, infatti, prevede una multa fino a 5 mila euro per «chiunque pubblichi o diffonda» online «notizie false, esagerate o tendenziose che riguardino dati o fatti infondati o falsi». Se poi la fake new è tale da «destare pubblico allarme», o «fuorviare settori dell’opinione pubblica», l’articolo 2 aggiunge ai 5 mila euro di multa anche un anno di reclusione. Quando poi si arrivi a «minare il processo democratico, anche a fini politici», gli anni di reclusione diventano due e l’ammenda sale a 10 mila euro».

Ma chi stabilisce che una notizia sia falsa, esagerata o tendenziosa? Chi stabilisce dove e quando “si tratta di una campagna d’odio” o quando si “mina il processo democratico”? Non sappiamo se questo testo passerà davvero, di certo negli ultimi mesi l’attenzione sulle cosiddette fake news si sta facendo strada a livello internazionale nell’intento di silenziare ogni voce dissonante con ogni mezzo possibile.

Se un testo dovesse passare, sarà ancora possibile esprimere opinioni ad esempio contrarie all’aborto? E alle unioni civili? Sarà possibile esprimere legittimo dissenso pubblicamente di fronte alla legge sul biotestamento che il nostro Parlamento si appresta a discutere e che, pur non nominando mai esplicitamente questo termine, di fatto apre all’eutanasia omissiva? Sarà possibile dire no senza venire accusati, perseguiti e zittiti?

Potremo ancora dire che questa legge è inaccettabile perché rende “disponibile” il diritto alla vita? Essa stabilisce, infatti, che nutrizione e idratazione, cioè cibo e acqua, se assunti attraverso ausili artificiali siano da equiparare a trattamenti medici e possano quindi essere sospesi. Ma questa “assunzione” artificiale avviene anche in altri casi, per esempio per i neonati che non possono essere allattati dalla madre, eppure in questi casi nessuno pensa che debba essere sospesa perché artificiale. Potremmo ancora dire quindi che questa legge di fatto introduce l'idea che sia la cosiddetta “qualità” della vita a determinare se una vita sia degna di essere vissuta oppure no.

Potremmo dirci contrari ad un tale degrado della professione medica?

Questa legge, infatti, stravolge il senso, il profilo, l'etica della professione del medico perché, senza prevedere la possibilità dell'obiezione di coscienza, orienta la medicina non al bene del paziente ma al “dovere” di assecondare la volontà di suicidio, cioè “di rispettare in modo assoluto una volontà espressa in contesti diversi da quello in cui può poi venire a trovarsi una persona.

Potremmo esprimere pubblico dissenso verso questa deriva? Potremmo pubblicamente denunciare il fatto che una tale norma applicabile anche ai minori di 18 anni, quindi potenzialmente anche a neonati e bambini di 5 anni, di fatto si risolverà nell'applicare volontà non mature o e aprirà la strada ad ogni arbitrio come già avviene in altri paesi quali Belgio Olanda? Potremmo ancora dire che il Parlamento farebbe meglio ad affrontare le reali emergenze sanitarie e non solo, piuttosto che attardarsi in battaglie ideologiche come queste? Di fronte a questo attacco alla libertà d’espressione, e quindi alla giustizia e alla verità, le Sentinelle in Piedi non possono rimanere differenti».

«Ecco perché - spiegano nel documento - il 25-26 marzo veglieremo nelle principali città italiane.Bisceglie veglierà DOMENICA 26 MARZO in piazza SAN FRANCESCO dalle 18.30 alle 19.30. La libertà è troppo preziosa per stare a guardare mentre il potere la schiaccia, per questo ancora una volta, le Sentinelle si alzano in piedi».

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