Il calendario

Prende forma il festival d’autunno al Garibaldi: ecco il programma

Ben nove titoli, una mostra fotografica, un incontro letterario e un tavolo di discussione, dal 16 al 19 novembre

Attualità
Bisceglie martedì 14 novembre 2017
di La Redazione
Festival d’autunno al Garibaldi
Festival d’autunno al Garibaldi © n.c.

Precisati i suoi obiettivi dopo le prime riuscite sperimentazioni, con il sostegno della Municipalità, del Teatro Pubblico Pugliese e un interessamento della Regione Puglia, il prologo che apre la stagione del Teatro Garibaldi di Bisceglie, assume definitivamente la forma di un festival d’autunno, schierando ben nove titoli, una mostra fotografica, un incontro letterario e un tavolo di discussione, dal 16 al 19 novembre.

E se mutuando il titolo dal bellissimo romanzo di Bulgakov, Maestri e Margherite chiarisce i suoi intenti generali, dedicandosi ai Pugliesi, questa edizione, “polemicamente” con quanto abitualmente avviene, mettere in luce la produzione regionale, abitualmente trascurata proprio da quei teatri che dovrebbero maggiormente valorizzarla.

Ma si sa, “nemo profeta in patria” ed è questo il titolo dato al tavolo di lavoro convocato alle 16.00 di venerdì, presso la libreria Vecchie Segherie Mastrototaro (occasione per chi non conoscesse ancora questa nuova sorprendente case dei lettori). Un tavolo custodito dall’attore Vittorio Continelli e dal critico Nicola Delnero, aperto a chiunque voglia parteciparvi, ma che già annovera fra i suoi protagonisti i rappresentanti delle principali strutture teatrali della regione: i Teatri di Bari, Koreja, Crest, il direttore di Castel dei Mondi, i teatri abitati custoditi dagli Apocrifi a Manfredonia, dalla Luna nel Letto a Ruvo, da Armamaxa a Ceglie, da Factory a Novoli. Tutti riuniti nella ricerca di nuove strategie e progetti da adottare per invertire una rotta che attualmente penalizza realtà di assoluto rilievo.

A dimostrarne la vitalità ecco nell’ordine: Frame, produzione dei Cantieri Koreja di Lecce, affidata alla regia di Alessandro Serra e dedicata all’universo pittorico di Edward Hopper, il 16, alle 21.00; Cantare all’Amore de La Ballata dei Lenna, il 17, alle 19,00, presenti in dittico anche domenica alle 20,00, con Human Animal; Blue Bird Bukowski, sempre il 17, alle 21,00, emblematico esempio della capacità di rinnovamento espressa dai Teatri di Bari ed in particolare dal protagonista Vito Signorile; Icaro Caduto, studio teatrale proposto da Gaetano Colella, alle 23.00, in coda all’intensissimo venerdì; Riccardo e Lucia, di Claudia Lerro, affidato all’interpretazione di Ivana Lotito e Pio Stellaccio, sabato alle 19,00; Esilio che il regista drammaturgo Mariano Dammacco mette in scena con una straordinaria Serena Balivo, alle 21.00 del sabato; la vera storia di Cenerentola, che aprendo il ciclo dedicato dal Garibaldi ai più piccoli, festeggia i quarant’anni del Crest di Taranto e le preziose qualità registiche di Michelangelo Campanale. Agli Occhinèri fotografati da Mirella Caldarone, esito di un viaggio africano, il compito di ricordarci il valore del dialogo, mentre a due ospiti “stranieri” quello di sottrarre l’appuntamento al rischio di campanilismo.

Apertura infatti affidata alla poesia del paesologo Franco Arminio, con un incontro gratuito il 16, alle 17.00, sempre presso Le Vecchie Segherie Mastrototaro, e allo spettacolo Aldo Morto, della compagnia Frosini Timpano, omaggio intelligente e non retorico allo statista di cui si commemora, il prossimo anno, la tragica morte per omicidio. Tante le collaborazioni segnalate in locandina che testimoniano la crescita di quell’idea di sistema che il teatro Biscegliese guidato da Carlo Bruni va perseguendo. In sintonia i costi contenutissimi per favorire il massimo accesso, che prevedono il posto unico a 10€, il giornaliero a 15€, riduzioni per giovani e gruppi organizzati e tuttotutto a 40€, naturalmente dedicato ai tifosi incalliti del teatro.

Info: sistemagaribaldi@gmail.com, 080.3957803, 3711189956. Botteghino online: bookingShow.


IL PROGRAMMA/dettaglio

giovedì 16 novembre 2017

ore 17,00 VECCHIE SEGHERIE/conversazioni

Circolo dei lettori/Presidio del Libro

FRANCO ARMINIO Cedi la strada agli alberi

dialoga con Giuseppe Semeraro

Cedi la strada agli alberi è una raccolta di pensieri e poesie sull'amore e sul paesaggio. Versi semplici e diretti in cui l’azione cruciale è quella del guardare. Esattamente quanto ci sarà necessario esercitare per compiere il nostro viaggio teatrale. Versi diretti, senza aloni: serena obiezione alla scrittura come gioco linguistico, forma di attenzione a quello che c’è fuori, a partire dal corpo dell’autore, osservato come se fosse un corpo estraneo, come straniero a se stesso è il corpo di un attore sulla scena.

ore 19,00 COMPLESSO DI SANTA CROCE/prosa

Compagnia Frosini Timpano

ALDO MORTO tragedia

testo, regia e interpretazione Daniele Timpano

collaborazione artistica Elvira Frosini


luci Dario Aggioli e Marco Fumarola

produzione Accademia degli Artefatti, Kataklisma teatro
con il sostegno di Area 06
in collaborazione con Cité Internationale des Arts, Comune di Parigi. Premio RETE CRITICA 2012
 - Segnalazione speciale IN – BOX 2012
- finalista Premio Ubu 2012 Premio Nico Garrone 2013

“Desolato, io non c'ero quando è morto Moro. Aldo è morto senza il mio conforto. Era il 9 maggio 1978. Non avevo ancora quattro anni. Ma dov'ero io quel 9 maggio? E cosa facevo? A che pensavo? E soprattutto a voi che ve ne importa? È una cosa importante cosa facevo e che pensavo io a tre anni e mezzo? Aldo è morto, poveraccio. Aldo Moro, lo statista. Cose che capitavano negli anni '70. Bisognava fare la rivoluzione. Chi? Brigate rosse. Brigate rosse, sì. Ma rosse in che senso?”

Partendo dal tragico sequestro di Aldo Moro, trauma epocale che ha segnato la storia della Repubblica, Daniele Timpano si confronta con l'impatto che questo evento ha avuto nell'immaginario collettivo. In scena, assieme al suo corpo e a pochi oggetti, solo la volontà di affondare fino al collo in una materia spinosa e delicata senza alcuna retorica o pietismo.

ore 21,00 TEATRO GARIBALDI/prosa

Cantieri Teatrali Koreja

FRAME

ideazione, regia, scene, costumi e luci Alessandro Serra

con Francesco Cortese, Riccardo Lanzarone, Maria Rosaria Ponzetta,

Emanuela Pisicchio, Giuseppe Semeraro.

collaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini


co-produzione Compagnia Teatropersona

Frame, diretto da Alessandro Serra, s’ispira all’universo pittorico di Edward Hopper.
Ogni sua opera è stata trattata come il frammento di un racconto.
Una novella visiva che di Hopper tenta di evocare quella capacità d’imprimere sulla tela l’esperienza interiore: la capacità di rendere straordinario l’ordinario, rivelandone l’essenza misteriosa senza alcuna intenzione morale o psicologica. Figure sempre ai margini di una soglia: una finestra, la vetrina di un bar, l’uscita di sicurezza di un teatro, una porta socchiusa.
In cerca di luce. Mentre fuori la vita, ferma, incombe.
Deserte le strade, quieti gli oceani.
E gli alberi, accesi dal sole, fanno schiera e creano sentieri bui. Ritroverete ancora il nome di Serra quest’anno nel cartellone del Garibaldi. Riconoscendone originalità e valore, gli dedichiamo uno specifico focus.

venerdì 17 novembre 2017

ore 16,00 VECCHIE SEGHERIE/conversazioni

NEMO PROFETA IN PATRIA

un tavolo di lavoro custodito da Nicola Delnero (critico), Vittorio Continelli (attore).

animato da rappresentanti delle istituzioni e delle principali realtà produttive regionali.

Per quanto il sistema distributivo pugliese si distingua come uno dei più ampi e attivi, la produzione regionale stenta a trovarvi degna accoglienza. Laddove per degna s’intende non solo la disponibilità delle “piazze”, già rare, quanto anche la presenza di un pubblico interessato ad un’offerta che non sia immediatamente riconoscibile per titolo o per fama televisiva degli interpreti. Rinunciamo alle premesse, saltando rivendicazioni e giustificazioni, per entrare concretamente nel merito di un’ipotesi di lavoro comune che affronti questa distonia nella comune consapevolezza del suo oneroso peso.

ore 19,00 COMPLESSO DI SANTA CROCE/prosa

La Ballata dei Lenna

CANTARE ALL’AMORE

di e con Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno

Produzione Bottega degli Apocrifi. Premio E45 Napoli Fringe Festival
- selezione In-Box 2014

Una compagnia dalla poetica originale e contagiosa che ospitiamo in dittico. Una storia tristallegra dei giorni nostri che intreccia, tra candore privo di speranza e arrivismo sgangherato, tre vite senza coraggio: quella di due sorelle, una di bellezza vincente prossima a un matrimonio d’interesse, l’altra una poltiglia di difetti, scarica di aspirazioni, e quella di un sarto, campione della razza dei falliti, chiamato dalla bella a riparare l’abito da sposa usato. Il ritmo nevrotico della vicenda dettato dall’imminente cerimonia trova una quiete sorridente nell’universo condiviso d’imbarazzi, inciampi, brividi e controattese. Ma quando le casse della felicità sembrano poter urlare al massimo volume, arriva quella paura che spegne ogni fracasso. Scenario di delusioni che, con tocchi di bislacca comicità, lascia solo al corpo l’esultanza: un’esultanza violenta che squarcia l’innocenza.

ore 21,00 TEATRO GARIBALDI/prosa

Teatri di Bari/Abeliano

BLUE BIRD BUKOWSKI

drammaturgia Riccardo Spagnulo

con Vito Signorile e Sara Bevilacqua

regia e spazio Licia Lanera

luci Vincent Longuemare

E’ un piacere vedere un attore di consolidata e apprezzata esperienza come Vito Signorile, sfidare le sue consuetudini, affidarsi alla regia di un’estremista come Licia Lanera e affrontare la trasgressiva voce di Bukowski, con quel suo mondoche non c’è più. Ma è proprio vero che di quel ‘900 ci siamo liberati? C’è un’anima blues e jazz che ancora persiste, che chiama all’idea di viaggio, all’idea di sfida. C’è ancora un odore di cantina e di vino e di poesia nei sogni di un’intera generazione, desiderio e nostalgia di perdersi in una straziante voglia di vita. E Vito Signorile, attore, regista e uomo di “ordinaria follia”, che in oltre quaranta anni di palcoscenico ha attraversato classici del teatro, drammaturgia contemporanea, teatro popolare, poesia e musica, vi s’immerge con giovanissimo entusiasmo. Ancora in viaggio.

ore 23,00 COMPLESSO DI SANTA CROCE/prosa

Armamaxa Teatro/Pagine Bianche

ICARO CADUTO studio

scritto e interpretato da Gaetano Colella

regia Enrico Messina

Ospitiamo il primo studio di un lavoro coltivato da due artisti che stimiamo. La storia è nota. Meno i fatti che seguirono la funesta caduta. Qui Icaro, dopo lo schianto, non muore. Precipitato nel mare profondo ritorna a galla privo di sensi. Un pescatore lo raccoglie e lo porta a casa da sua moglie. Insieme si prendono cura di lui, del piccolo ‘angelo’ cascato dal cielo, che sulle spalle ancora ha le penne traditrici e in petto una rabbia che cova. Il corpo deforme, i segni dello schianto, la memoria di una madre che ogni giorno, alle porte del labirinto, pregava Minosse per riavere suo figlio e quella di un padre dedito alle sue invenzioni piuttosto che a lui. Un testo che mescola diversi linguaggi: un dialetto italianizzato e una lingua pulita, in endecasillabi a rima alternata, che richiama il mito senza tradirlo.

sabato 18 novembre 2017

ore 19,00 COMPLESSO DI SANTA CROCE/prosa

Teatrificio 22

RICCARDO E LUCIA

scritto e diretto da Claudia Lerro

con Ivana Lotito e Pio Stellaccio

liberamente ispirato al diario privato di Riccardo Lerro

Al funerale di Lucia, avvenuto poco tempo fa, mentre il carro passava sul corso del paese, i vecchietti seduti sulle panchine si sono alzati tutti e togliendosi il cappello, hanno salutato la sua partenza. Quel rispetto, quella celebrazione della vita nella sua dolorosa e felice semplicità è il canto di partenza di questo testo.

Un uomo, una donna e il loro amore eterno quanto imperfetto. Poeta e attivista politico il primo, donna semplice la seconda, i due si ritrovano naufraghi (sia pure in modo diverso) dello stesso fascismo.
Ispirata al diario privato di Riccardo Lerro, una storia vera che, riconoscendo nel passato le difficoltà e le contraddizioni del nostro presente, affronta temi eterni quali l’amore, l’assenza, la forza di credere ancora in un’ideale e di non tradirlo mai per restare fedeli a se stessi e grazie a questo, essere felici.

ore 21,00 TEATRO GARIBALDI di sopra/prosa

Piccola Compagnia Dammacco

ESILIO

con Serena Balivo e Mariano Dammacco

ideazione, drammaturgia e regia Mariano Dammacco

con la collaborazione di Serena Balivo

cura dell’allestimento Stella Monesi

luci Marco Oliani

con il sostegno di Campsirago Residenza, la collaborazione di L’arboreto Teatro Dimora di Mondaino

Premio Last seen 2016; Premio Museo Cervi – Teatro della Memoria 2017;

finalista Premio Rete Critica 2016; finalista al Premio Cassino OFF 2017;

Selezione In box 2017; finalista al Premio Ubu 2016 per Serena Balivo.

Si racconta la storia di un uomo che ha perso il suo lavoro. Ad interpretarlo Serena Balivo: strepitosa. Opera che attinge al grottesco per riflettere un presente assolutamente vero, capace di demolire l’identità di ciascuno senza offrirgli alcuna spiegazione. Dialogando con se stesso, con la propria coscienza, la propria anima o anche soltanto con le proprie ossessioni, quest’omino dipinge uno scenario che riconosciamo – terribilmente - evocando una nostalgia verso qualcosa che naturalmente non abbiamo mai vissuto. Rigoroso ed emozionante, questo spettacolo conferma il prezioso lavoro drammaturgico di Mariano Dammacco, emigrato al nord per non smettere di raccontarci. Una dedica lo accompagna: in memoria di Paolo Ambrosino. La condividiamo con affetto e gratitudine.

domenica 19 novembre 2017

ore 18,00 IL GARIBALDI DEI RAGAZZI

Crest

BIANCANEVE la vera storia

scene luci testo e regia Michelangelo Campanale

con Catia Caramia, Maria Pascale, Luigi Tagliente

costumi Maria Pascale

assistente alla regia Serena Tondo

assistente di produzione Sandra Novellino

tecnici di scena Walter Mirabile e Carlo Quartararo

Biancaneve, una delle fiabe più conosciute al mondo, nasce in Germania, fra montagne innevate e miniere profonde. In questo bellissimo spettacolo, ce la fa conoscere a fondo l’ultimo dei sette nani, testimone della sfida lanciata a una matrigna che ne invidia la bellezza. Il Garibaldi dedica all’autore regista un focus in tre tappe che accompagnerà l’intero cartellone. Capace di animare un collettivo ampio di lavoro che supera i confini della compagnia, il teatro di Campanale testimonia le potenzialità di un lavoro di gruppo ormai in via di estinzione e alimenta quell’attitudine allo stupore che il mondo adulto tende a sopire. Qui, impegnato con il Crest, contribuisce a festeggiarne il quarantesimo anno di attività e a confermarne una vitalità encomiabile, anche perché capace di sfidare le contraddizioni di Taranto, all’ombra delle sue ciminiere.

ore 20,00 COMPLESSO DI SANTA CROCE/prosa

La Ballata dei Lenna

HUMAN ANIMAL

di Paola Di Mitri


regia e interpretazione Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno


luci e visual concept Eleonora Diana


video e riprese Vieri Brini e Irene Dionisio


costumi Valentina Menegatti


produzione esecutiva ACTI Teatri Indipendenti


sostegno alla produzione Hangar Creatività, Zona K Milano, Factory Compagnia Transadriatica, Principio Attivo Teatro
in collaborazione con Scuola Holden


Lo spettacolo prende vita dalla lettura de Il re pallido, ultimo romanzo pubblicato postumo dell’americano David Foster Wallace, dedicato all'eroica quotidianità di un gruppo di funzionari dell'Agenzia delle Entrate di una cittadina di provincia negli USA, con l’intento di indagare la noia, e la capacità/incapacità dell'essere umano di saper sopravvivere alla burocrazia. DWF lascia incompiuto Il re pallido il 12 settembre del 2008, giorno in cui sceglie di uccidersi. Quello che ci arriva è un romanzo non finito nel quale possiamo scorgere sia le esistenze frammentate dei protagonisti e di rimando le fondamenta strutturali del romanzo, che respirare il tormento di Wallace nel tentare a tutti i costi di trovare un senso all’esistenza umana.

16/19 novembre 2017

COMPLESSO DI SANTA CROCE/fotografia

Fucina Domestica

OCCHINÈRI

istallazione e foto di Mirella Caldarone

Occhi infanti, capelli neri: un formicaio di riccioli. Rosso, rosso e terra. E lo sforzo per competere con il sole inclemente. Africa occidentale – Repubblica del Benin – marzo 2015.


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