Transazione Fiscale: ammesso il pagamento parziale di Iva e ritenute

La transazione fiscale nasce come un’importante opportunità concessa alle imprese in crisi

Riada Partners Consulenza commerciale/legale
Bisceglie - giovedì 09 febbraio 2017
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Siamo lieti di rinnovare l’appuntamento di questa rubrica d’approfondimento, dal taglio volutamente semplice, diretto alla platea di lettori curiosi di approfondire i numerosi cambiamenti legislativi, che impattano significativamente sulle proprie vite e sulla collettività intera.

Quest’oggi poniamo all’attenzione dei lettori le modifiche apportate nella Legge di Stabilità 2017 in merito all’Istituto della Transazione Fiscale.

 

Ma cos’è la Transazione Fiscale?

La transazione fiscale nasce come un’importante opportunità concessa alle imprese in crisi. Consiste nel raggiungimento di un accordo con il Fisco inerente la riduzione o la dilazione di un debito tributario, nell’ambito delle trattative che precedono la stipulazione di un Accordo di Ristrutturazione o Concordato Preventivo.

La norma di riferimento, prima delle recenti modifiche, disponeva che tutti coloro i quali avessero fatto ricorso ad un Accordo di Ristrutturazione o ad un Concordato Preventivo, avrebbero potuto proporre il pagamento parziale o dilazionato dei tributi amministrati dalle agenzie fiscali.

Tuttavia, l’art 182-ter della legge fallimentare escludeva categoricamente la possibilità di ridurre il debito riguardante l’IVA, le Risorse dell’Unione Europea e le Ritenute operate e non versate; consentendo soltanto il pagamento dilazionato ma con l’integrale soddisfacimento del debito.

È evidente come l’impossibilità di proporre un pagamento parziale di questi debiti sia stata la causa del fallimento di numerose aziende in crisi, dell’insuccesso della maggior parte dei Concordati Preventivi e degli Accordi di Ristrutturazione, nonché paradossalmente la causa di un evidente mancato incasso per l’Erario.

 

Falcidiabilità dei Debiti Tributari

All’improvviso, con la sentenza del 7 aprile 2016, la Corte di Giustizia Europea ha affermato che la normativa comunitaria non si oppone all’eventualità di una normativa nazionale che permetta ad un imprenditore insolvente di chiedere il pagamento parziale di un debito IVA, ovviamente attestando mediante accertamento di un esperto indipendente che l’erario non otterrebbe un ritorno economico migliore in caso di fallimento.

D’altra parte, il ragionamento alla base della sentenza dei giudici è estremamente semplice: su un credito fiscale di 100, è meglio incassare 30 o rischiare di incassare zero?

L’articolo 182 – ter della Legge Fallimentare è stato pertanto modificato con la Legge di Bilancio 2017, dando finalmente la possibilità di proporre, in sede di Concordato Preventivo o di Accordo di Ristrutturazione dei debiti, il pagamento parziale o rateale dei crediti tributari e contributivi, compresa l’Iva.

Al netto della complessità attuativa da testare sul campo, la possibilità di falcidiare l’IVA e le Ritenute sarà un concreto aiuto per le aziende in situazione di crisi, prima che la situazione sia compromessa ed irrimediabile, conducendo allo sfaldamento del tessuto aziendale, alla perdita di posti di lavoro ed al mancato soddisfacimento dei creditori.

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