Start-Up Innovative

In un momento di crisi, investimenti ed innovazione sono l’elemento basico di una ripartenza sistemica

Riada Partners Consulenza commerciale/legale
Bisceglie - sabato 29 ottobre 2016
© Riada

Gentile Direttore, il futuro economico di un territorio parte necessariamente dall’innovazione, che in un momento di crisi rappresenta la vera leva dello sviluppo. Investimenti ed innovazione sono l’elemento basico di una ripartenza sistemica. 

E’ per questo che intendiamo aprire la nostra rubrica ponendo l’attenzione su un Decreto del Ministero dell’Economia del  17 febbraio 2016 - Modalità di redazione degli atti costitutivi di società a responsabilità limitata (startup innovative) che può rivelarsi uno strumento per avvicinare gli innovatori al mondo dell’impresa, abbattendo i costi di costituzione e semplificando le procedure amministrative necessarie alla costituzione.

In questo caso a venire meno sarebbe la figura del Notaio, poiché dal 20 luglio 2016 gli atti costitutivi e gli statuti delle startup innovative in forma di società a responsabilità limitata potranno essere redatti e sottoscritti con firma digitale secondo le modalità previste dall'articolo 24 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, attraverso la piattaforma startup.registroimprese.it, ciò in via facoltativa e alternativa rispetto alla modalità ordinaria tramite atto pubblico.

Le caratteristiche fondamentali di tali società sono:

  1. il sostenimento di spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 15% del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione;
  2. l’impiego di personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro;
  3. l’essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o ad una varietà vegetale.

Con l’emanazione del D.M. 30 gennaio 2014  il Ministero dell’economia e delle finanze ha dato attuazione agli incentivi di natura fiscale previsti per le start-up innovative e tali agevolazioni sono presenti per tutto il 2016.

Chi investe in una start up innovativa può godere di una Detrazione IRPEF del 19% o di una deduzione IRES del 20% calcolata sulle somme investite, e tali soglie potrebbero arrivare al 25% per l’Irpef ed al 27% per l’Ires qualora le start-up siano a vocazione sociale o sviluppino e commercializzino prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

La fotografia italiana che ne risulta dal Registro delle Imprese in base alle ultime elaborazioni dell’1 Luglio 2016 non è negativa considerando le 6.262 start up innovative presenti. Sebbene tale cifra rappresenti solo 0.38% del milione e mezzo di società di capitali italiane, tale dato è in costante aumento rispetto ai trimestri precedenti, come in costante aumento è il capitale sociale delle stesse che si attesta mediamente sui 55 mila Euro.

La parte da leone è sicuramente attribuibile alla fornitura di servizi alle imprese, essendo in questo campo presente il 71,3% del totale, mentre la parte restante è indirizzata in settori dell’Industria in senso stretto (18,9%) e nel commercio (4,4%).

Negativa risulta la prevalenza femminile o con almeno una donna presente in organico: solo un misero 13,7% sul totale è a trazione rosa contro un (altrettanto misero) 16,8% delle società di capitali.

Degna invece di nota è la situazione in merito alla compagine societaria a prevalenza giovane, con un buon 22,3% del totale, di ben 3 volte superiore al solo 6.7% presente nelle società di capitali, sebbene i dati sono ancora del tutto sconfortanti se relazionati ai nostri competitors europei e non.

Ad oggi vi è una forte concentrazione in Lombardia (1358), Emilia Romagna (754) e Lazio (620),  e lo step successivo dovrà sicuramente essere il rendere strutturale la presenza di tali società su tutto il territorio nazionale.

In Puglia lo spaccato è rappresentato da 232 unità, la maggior parte specializzate in servizi, industria ed artigianato, essa  rappresenta le Regioni più attive ed è posizionata esattamente a metà classifica.

Circa la metà di esse sono ubicate nella provincia di Bari che, con le sue 114 unità, è al nono posto nella lusinghiera classifica nazionale delle province.

Secondo i dati indicati dalla fonti camerali, la Provincia di Bat è presente con 10 società equamente distribuite nelle principali città: a Bisceglie ve ne sono 3, ad Andria 2, a Trani 3, a Barletta 2 (Carepy e Tesagro Italia).

Indubbiamente è auspicabile e necessario un incremento numerico per quanto riguarda la nostra provincia; sicuramente i nostri concittadini possono dare un maggiore contributo allo sviluppo e se adeguatamente supportati dalle novità legislative inerenti il tema dell’innovazione possono realizzare con maggiore celerità le idee imprenditoriali che il capitale umano del territorio può far nascere.

 

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Commercialisti & Associati

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